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L’augustana Jessica De Santis tra i medici che hanno salvato la vita al pensionato agli Uffizi

AUGUSTA – L’augustana Jessica De Santis è stata una dei quattro medici che hanno salvato la vita al pensionato fiorentino, colpito da un malore mentre si trovava a contemplare la “Nascita di Venere” di Botticelli, esposta alla Galleria degli Uffizi.

La notizia del soccorso, incentrata sull’ipotesi di un nuovo caso di “sindrome di Stendhal” (l’affezione psicosomatica che può indurre uno stato di malessere in soggetti particolarmente sensibili, quando sono di fronte a opere d’arte di straordinaria bellezza), è apparsa su alcune testate nazionali online il 15 dicembre, il giorno stesso in cui si è verificato l’episodio. Il settantenne fiorentino, in visita al museo con i familiari, stava ammirando il capolavoro di Sandro Botticelli, quando improvvisamente è stato colto da un arresto cardiaco e si è accasciato sul pavimento.

Jessica De Santis, ventottenne augustana, laureata in medicina e chirurgia, specializzanda in cardiologia, quella mattina era in visita Firenze con tre amici medici. “Io e il collega, chirurgo plastico, Giovanni D’Agosta, stavamo ammirando la “Nascita di Venere”, quando sentiamo un tonfo, ci giriamo e vediamo un signore a terra“, ci racconta la giovane.

Dei momenti concitati di una situazione emergenziale, in cui pochi secondi possono far la differenza tra la vita e la morte, ci dice: “Subito ci apprestiamo a soccorrerlo. Poi sono sopraggiunti gli altri due colleghi con il pallone autoespandibile, noto come pallone di Ambu, con cui ci siamo alternati per la rianimazione, effettuando come da protocollo, trenta compressioni e due insufflazioni con un totale di 100-120 compressioni al minuto“.

Una situazione che appariva disperata, ma nella quale l’augustana e i tre colleghi hanno proceduto come da protocollo. “Appena disponibile il defibrillatore – continua nel racconto De Santis – abbiamo applicato le placche ed effettuato la prima analisi, che ha riscontrato un ritmo non defibrillabile. Pertanto, abbiamo continuato la rianimazione cardiopolmonare. Alla seconda analisi del ritmo, il defibrillatore ha evidenziato un ritmo defibrillabile e, quindi, abbiamo stimolato lo shock con ripristino del ritmo normale“.

Solo in quel momento, nel cuore degli Uffizi, dinanzi ad una delle opere d’arte più famose al mondo e in mezzo a centinaia di turisti, il team medico per caso è riuscito nell’intento di salvar la vita al pensionato, che ha ripreso conoscenza, attendendo infine con il paziente l’arrivo dell’ambulanza del 118 per il trasporto, con il collare e la tavola spinale, all’ospedale Careggi per le cure del caso.

Jessica De Santis e gli altri tre medici soccorritori hanno ricevuto una lettera di encomio dal direttore del museo, Eike Schmidt, per la professionalità e la prontezza di intervento.


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