Eventi

Megara Hyblaea, il kouros e reperti tombali mai esposti in mostra al “Paolo Orsi” di Siracusa

AUGUSTA – Si inaugurerà sabato 8 ottobre alle ore 17,30 al museo “Paolo Orsi” di Siracusa, la mostra dal titolo “Lo regno della morta gente. La necropoli meridionale di Megara Hyblaea“, che sarà visitabile (ingresso gratuito) fino all’8 gennaio del prossimo anno. Si tratta di reperti, alcuni mai esposti, della città greca fondata nel 728 a.C. nell’attuale territorio di Augusta e di competenza del Parco archeologico di Leontìnoi e Mègara.

Come viene reso noto, l’esposizione vuole essere una nuova occasione per illustrare la lunga collaborazione tra la missione archeologica francese a Megara Hyblaea e il Museo archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa. Si tratta di un’eccezionale opportunità per presentare i reperti provenienti dagli scavi della necropoli meridionale di Megara Hyblaea, custoditi presso il Museo e di cui solo una piccola parte era stata finora esposta. Essa prova a rintracciare sia alcuni aspetti della vita e della morte degli abitanti dell’importantissima città della Magna Grecia, sia il lavoro dell’archeologo che li ha studiati.

Il sito di Megara Hyblaea, 20 km a nord di Siracusa, fu occupato dai Greci a partire dalla seconda metà dell’ottavo secolo a.C. Meno di tre secoli dopo, all’inizio del quinto secolo a.C., la città fu presa da Gelone, tiranno di Siracusa, che trasferì i suoi abitanti. Gli sfollati ritornarono successivamente occupando l’area della vecchia agorà, ma era la fine politica di una città greca cresciuta in parallelo a Siracusa fino a contrastarla e destinata a essere abbandonata. Tale destino ha fatto la fortuna degli archeologi, che fin dai tempi di Paolo Orsi alla fine dell’Ottocento hanno avuto la possibilità di indagare su un sito privo di sovrapposizioni di epoca moderna. Nel 1949, Luigi Bernabò Brea, soprintendente alle Antichità per la Sicilia orientale, affidò la ricerca all’École française de Rome. Georges Vallet e François Villard, e in seguito i loro collaboratori e successori, hanno portato avanti le indagini sulla città e le necropoli fino a oggi.

Dopo la scoperta fortuita nel 1940 del famoso “kouros di Sombrotidas” (nel collage di copertina), esposto in mostra, l’attenzione si spostò sulla necropoli meridionale della città, minacciata dallo sviluppo della zona industriale. Gli interventi di emergenza condotti dalla Soprintendenza archeologica per la Sicilia orientale e l’École française de Rome in particolare negli anni 1970-1974, permisero lo scavo e lo studio di circa 700 tombe.

La mostra, divisa in sette sezioni illustra i risultati di indagini attente a tutti gli aspetti connessi al seppellimento in età greco arcaica: oggetti personali, vasellame, monili, esposti per la prima volta, raccontano ai visitatori un segmento della vita degli abitanti della polis greca di Megara Hyblaea. Il catalogo, edito contestualmente all’inaugurazione dell’esposizione, è un approfondimento dei temi affrontati nel percorso espositivo.

Grazie a questa esposizione – afferma Antonio Mamo, direttore del Parco archeologico di Siracusa – sarà possibile comprendere le varie tipologie di sepolture, la funzione degli oggetti deposti, il trattamento funerario riservato ai bambini della colonia megarese, grazie ad uno studio completo di quanto il tempo ha risparmiato. Una collaborazione, quella con l’equipe dell’École française de Rome, rinsaldata grazie a questo lavoro scientifico che di certo otterrà il favore sia degli studiosi di settore che del grande pubblico”.

La mostra è curata da Reine Marie Bérard, ricercatrice presso il Centre nationale de la recherche scientifique e da Anita Crispino, funzionario archeologo del Parco archeologico di Siracusa. Tra il 9 ottobre e fino all’8 gennaio prossimo, sarà visitabile con ingresso gratuito dal martedì al sabato nella fascia oraria 9-18, domenica e festivi nella fascia oraria 9-13.


La Gazzetta Augustana su facebook

Le Città del Network

 

Copyright © 2022 La Gazzetta Augustana.it
Testata editoriale iscritta al ROC con numero 25784
Direttore responsabile: Salvatore Pappalardo
PF Editore di Forestiere Pietro - P. IVA 01864170897

Copyright © 2022 La Gazzetta Augustana.it

In alto