MESSAGGIO POLITICO AUTOGESTITO

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Politica

Mercato degli agricoltori del martedì, si arroventa la polemica politica

AUGUSTA – Un’aspra polemica senza esclusione di colpi tutta tra il Sindaco ed ex della maggioranza, in particolare due pentastellati dissidenti, sul mercatino ortofrutticolo del martedì mattina allestito da Coldiretti nell’ambito del progetto “Campagna amica” (prodotti italiani e a km zero), che è stato inaugurato la scorsa settimana dall’Amministrazione e si terrà in piazza Unità d’Italia fino al 20 dicembre.

Nei giorni scorsi Giuseppe Schermi, vicesindaco pentastellato “licenziato” lo scorso mese e titolare di un’azienda agricola biologica iscritta a Confagricoltura, ha proposto ricorso gerarchico al Prefetto di Siracusa avverso la determina sindacale di autorizzazione. Denuncia innanzitutto l’assenza di pubblicità, “nel senso che questa determina sindacale è arrivata il venerdì con l’apertura il martedì successivo“, che non avrebbe consentito ad altri operatori del settore agricolo di “partecipare o presentare delle osservazioni per poter svolgere in autonomia questa attività di vendita diretta in una zona mercatale“.

Pur approvandone il merito, facendo parte del programma del M5s, ne contesta il metodo, rilevando inoltre l’assenza di un disciplinare di questi operatori: “Se c’è, è un disciplinare interno alla Coldiretti e non un disciplinare comunale, che dovrebbe passare dal Consiglio comunale quale organo che ha i poteri di stabilirne i criteri e di conseguenza avviare le attività di controllo della Polizia municipale“.

Nel corso del programma radiofonico “Mi sono rotto!!” in onda su Radio Musmea, a cui è seguito l’annuncio odierno di abbandono del meetup locale, ha quindi lamentato “l’esclusione di tanti soggetti che da tempo avevano fatto richiesta per svolgere un’attività analoga, che si sono trovati di punto in bianco bypassati da questo atto amministrativo”, ed ha contestato che “il mercato della “Campagna amica” è stato equiparato a una sagra tradizionale“, fattispecie contemplata dal relativo regolamento comunale ma che sarebbe applicabile, a detta di Schermi, solo alle feste patronali o tradizionali e non a un mercato.

Il sindaco Cettina Di Pietro, sempre in diretta radiofonica, ha subito replicato che “agli uffici non risultano richieste di altri soggetti che volevano svolgere un mercato di questo tipo“, precisando che la richiesta di Coldiretti sarebbe stata l’unica del settore e che, anzi, l’avrebbero presentata pure lo scorso anno senza aver mai ricevuto risposta. Con una frecciata all’ex vicesindaco: “Per certa quota parte del suo mandato ha avuto la delega al Suap, che si occupa anche di questo tipo di autorizzazioni, e che, ripeto, non aveva evaso quella richiesta“.

Infine, sulla contestazione mossa, ha asserito che nel caso del mercatino di Coldiretti, a detta del primo cittadino autorizzato per valorizzare un’area degradata e fornire un servizio di qualità ai consumatori, “non si tratta di un mercato ma di una fiera“, per cui non ci sarebbe la necessità di un nuovo regolamento quando è “già prevista la disciplina di fiere e sagre che hanno durata limitata nel tempo“.

Infine, il sindaco Di Pietro ha spiegato: “La determina sindacale nel caso specifico è consentita da una legge regionale in merito a questo tipo di richieste: se riguardano delle aree che già nel regolamento comunale non sono individuate come aree di commercio, si può fare deroga assegnando un’area specifica, che usualmente non è un posteggio per svolgere un’attività di commercio“.

Interviene sulla vicenda il consigliere comunale di opposizione Nilo Settipani, pentastellato dissidente, evidenziando che “il Sindaco ha autorizzato il mercato di Coldiretti in assenza di parere scritto da parte della Polizia municipale“. Nella risposta fornita al consigliere dal Comando, si legge che “non è stato espresso uno specifico parere scritto”, ma che sono stati forniti pareri positivi solo “verbali” in merito alla viabilità e sul “cosiddetto mercato che, essendo una manifestazione occasionale e limitata nel tempo, va considerata non come mercato bensì alla stregua di fiere, sagre e assimilati”.

Nel merito poi, Settipani sottolinea ulteriori questioni formali: “Non solo si ignora l’interferenza del parere con le responsabilità del settore Urbanistica e della Protezione civile, in quanto la piazza sarebbe stata individuata quale area di raccolta in caso di terremoto, ma addirittura si equipara impropriamente il mercato di Coldiretti alla sagra di San Domenico“.

(Foto in evidenza: repertorio)


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