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Cronaca

Monta l’indignazione per i cani “avvelenati”

AUGUSTA – Domenica scorsa alcune cittadine volontarie hanno segnalato la presenza di cinque cani randagi ormai senza vita nella cosiddetta “zona fiume” di contrada Castelluccio. Conoscevano bene quei cani, poiché appartenenti ad un branco di circa undici cani randagi, liberi ma stanziali, alcuni microchippati, di cui si prendevano cura da tempo.

I poveri animali sono probabilmente stati avvelenati, poiché le volontarie hanno segnalato la presenza, sul luogo del macabro rinvenimento, di “frattaglie di pollo intrise di veleno”. A seguito della segnalazione, per verificare quanto riferito, lunedì mattina si sono recati in zona il dottor Giunta, medico veterinario dell’Asl locale, l’ispettore Boschetto della Polizia municipale e l’assessore comunale all’Ambiente Pulvirenti.

Sono stati effettuati i rilievi del caso ed è stato poi prelevato uno dei corpi esanimi per poter effettuare l’autopsia. Ma nella drammatica mattina del ritrovamento dei cani morti, è stato rinvenuto nella stessa area un cane corso di neppure un anno di età, verosimilmente abbandonato proprio nelle ore precedenti da un padrone senza scrupoli. Denutrito e affetto da rogna, patologia diffusa e facilmente curabile, il trovatello è stato subito preso in cura dal personale sanitario.

L’assessore all’Ambiente Danilo Pulvirenti, che ha seguito personalmente l’intervento, ci ha riferito: “L’obiettivo dell’Amministrazione è dare un supporto ai volontari che rispondono alla manifestazione di interesse, anche se ancora dobbiamo decidere in quale forma garantirlo, e dipenderà dal bilancio. Intanto è importante avviarla la collaborazione con i volontari, che ci possono segnalare queste criticità. L’obiettivo non è mettere i cani nel canile ma ridurre i randagi attraverso le sterilizzazioni e incrementare le adozioni“.

La volontaria presente al ritrovamento del corso, Flora Rossi, ci ha rivelato che intende chiamarlo con il nome Augusto, per evidenziare il legame con la città, e aspetta l’esito della necessaria burocrazia comunale per potergli trovare una nuova casa. Questo il suo sfogo sull’intera vicenda, affidato ai social network: “Chiediamo giustizia per queste anime, giustizia per Crosta, Orso, Zampetta, Nerina e Nero, ma la chiediamo soprattutto per tutte le vite che vengono spezzate senza ritegno, rivestendo questa regione di vergogna, perché neanche i primitivi uccidevano per sfizio. Noi ci vantiamo di essere evoluti, ma annoveriamo tra i nostri simili gente che avvelena, impicca, spara, sevizia e, in generale, maltratta le anime più pure che ci siano“.

(Nella foto in evidenza: il cane corso rinvenuto e salvato dagli operanti)


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