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Morìa di pesci ed eutrofizzazione delle ex Saline, appello di “Italia nostra”

AUGUSTA – A seguito della incredibile morìa di pesci riscontrata in data odierna all’interno delle ex Saline Regina, riceviamo un intervento della sezione locale dell’associazione “Italia nostra”, a firma della presidente Jessica Di Venuta.

Nella nota si premette: “Le nostre saline, riconosciute dalla Comunità europea come area protetta “Rete natura 2000”, un tempo erano fonte di sostentamento per gli abitanti della città di Augusta. Per molti anni hanno rappresentato una delle principali risorse economiche della città. E adesso? È rimasto davvero poco di quella ricchezza: non c’è tutela, non c’è rispetto, non c’è valorizzazione di ciò che è rimasto. La flora e la fauna vivono in un habitat disagiato, adattandosi con difficoltà alle condizioni esistenti“.

Si offre una spiegazione del fenomeno osservato questo lunedì mattina: “Basterebbe poco per riportare le saline allo splendore di un tempo. Con La realizzazione, infatti, del nuovo lungomare sono stati chiusi gli antichi canali, e le bocche di mare che permettevano l’ingresso dell’acqua marina nei pantani. Questi antichi canali erano parte integrante e fondamentale della struttura delle saline rimasti immutati per centinaia di anni, la loro funzione era quella di permettere l’ingresso dell’acqua marina durante le maree. La realizzazione di nuovi canali hanno alterato drasticamente gli equilibri ambientali in tutta l’area della Salina anche a causa del fenomeno di insabbiamento degli stessi, in questo modo si  pregiudica lo scambio col mare nella stagione secca e porta ad un eccessivo innalzamento del livello dell’acqua nella stagione umida. Tutto ciò ha portato alla ridotta presenza degli abituali frequentatori dell’area durante il periodo invernale, ovvero folaghe, moriglioni e mestoloni“.

Quindi l’appello dell’associazione, recentemente intervenuta sui fondi per la riqualificazione di questa area protetta: “Si chiede pertanto che tale situazione possa e debba essere risolta solo chiudendo i nuovi canali e ripristinando quelli antichi, la cui collocazione, tutt’altro che casuale, era fatta in funzione dell’antica struttura della Salina. È necessario che tutti s’impegnino ed agiscano per migliorare la situazione attuale. Le saline potrebbero essere un ottimo punto di partenza per lo sviluppo sostenibile, per ricreare un sito protetto in cui flora e fauna possano vivere nel loro habitat naturale. Dobbiamo difendere ciò che la natura ci ha donato e che rappresenta il nostro passato, il nostro presente e soprattutto il nostro futuro. Il territorio è nostro, a noi il compito di proteggerlo e di preservarlo nel tempo e far sì che le generazioni future ne possano beneficiare. Diciamo basta a questa situazione di abbandono, smettiamola di essere passivi e di adattarci a quello che troviamo. Possiamo ancora metterci in gioco, non è tutto perduto. Vogliamo che le saline cadano del dimenticatoio? No, adesso tocca a noi, è il momento di farci sentire!“.


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