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Nasce Archeoclub Augusta, esordio con presentazione del libro di un giovane archeologo

AUGUSTA – È stato presentato lo scorso mercoledì 26 luglio, in un noto locale cittadino, con una conferenza stampa partecipata dai soci fondatori e appassionati del patrimonio monumentale-archeologico del territorio, l’Archeoclub Augusta.

Relatori dell’iniziativa Fabio Granata, presidente di Archeoclub Siracusa, già assessore regionali ai Beni culturali, Enzo Piazzese, coordinatore regionale di Archeoclub Italia nonché presidente della sede di Archeoclub Ragusa, e il giovane archeologo augustano Carlo Veca che, durante l’evento, ha presentato il libro frutto di recenti studi dal titolo Archeologia funeraria. Architettura, riti e liturgie nella Sicilia sudorientale del Bronzo Medio (1450-1250 a.C.).

Ad introdurre i lavori la presidente di Archeoclub Augusta, Mariada Pansera, che, prima di relazionare circa le finalità e le attività di Archeoclub, ha annunciato il suo direttivo costituito dall’architetto Salvo Carrà (vice presidente), dall’avvocato Loredana La Malfa (segretaria), dal docente Giancarlo Zurzolo (tesoriere). Mariada Pansera ha spiegato le finalità dell’associazione culturale nazionale, nata nel 1971 come centro di documentazione archeologica, per poi estendere i suoi interessi alla conservazione e rivalutazione del patrimonio artistico e archeologico italiano.

È stato precisato che, attraverso le sue sedi territoriali, Archeoclub Italia opera in forma assolutamente volontaria e gratuita, rappresentando, quindi, un centro di aggregazione per tutti coloro che amano l’arte e il territorio ed hanno a cuore il futuro del patrimonio artistico-culturale italiano.

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Nel successivo intervento, Fabio Granata ha evidenziato alcuni passaggi necessari perché si possa valorizzare un bene monumentale o un sito archeologico. Ha elencato in ordine la “conoscenza del sito”, asserendo come solo riscoprendo le origini greche, riappropriandosi del passato e ben guardando ciò che si possiede si possa avere visione del futuro; la “fruizione del sito”, ovvero far rivivere i siti attraverso la realizzazione di progetti culturali integrati con percorsi turistici, anche in collaborazione con altri enti locali e fruendo delle leggi in vigore, avendo dei siti una visione ad ampio raggio e considerandoli come un unicum e non in forma isolata; infine la “divulgazione”, poiché, ha sottolineato Granata, solo attraverso la creazione di eventi è possibile far conoscere la propria ricchezza e diffonderne, quindi, la conoscenza. Un sistema che, a detta di Granata, partendo da quei monumenti restaurati, come il Castello aragonese di Brucoli e il Forte Vittoria, potrebbe costituire un importante volano per l’economia isolana.

Poi il coordinatore regionale dell’associazione Enzo Piazzese ha voluto porre l’accento sul fine degli associati-volontari di Archeoclub, quello di “donare” alla cittadinanza la “consapevolezza di essere siciliani”. Ha definito la Sicilia “Omphalos” del Mediterraneo, l’ombelico del Mediterraneo dove, fin dai tempi più antichi, tante civiltà e culture si sono incontrate lasciando interi capitoli di storia di diverse epoche, che hanno reso il patrimonio storico-archeologico-culturale ammirato in tutto il mondo.

Ha quindi presentato per la prima volta il suo libro sull’archeologia funeraria del Bronzo Medio nel sud-est siciliano, pubblicato all’inizio dell’anno, il giovane archeologo augustano Carlo Veca. Trentatreenne, archeologo e ricercatore, autore del blog “Il corbaccio” su La Gazzetta Augustana.it, Veca, partendo dal padre dell’archeologia in Sicilia, Paolo Orsi, ha illustrato con l’ausilio di slide e applicando nell’esposizione la “regola delle cinque w” le linee esegetiche adottate circa le abitudini e gli elementi che caratterizzavano il rituale funerario delle comunità siciliane dell’età del Bronzo Medio. Tra i siti oggetto della pubblicazione, anche quello di Cozzo del Monaco di Augusta, necropoli di tombe a camera scavate nella roccia sulla sponda destra del fiume Mulinello.

Sono intervenuti all’evento, ringraziati dalla presidente Pansera, anche l’assessore alla Cultura Giusy Sirena, che ha porto i saluti del primo cittadino, Antonio Gelardi, direttore della casa di reclusione di Augusta, le docenti Jessica Di Venuta, presidente della sezione locale di “Italia nostra”, e Gabriella Rista, vice dirigente scolastica del Liceo “Megara”.


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