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Petrolchimico e Maxcom, il Comune interviene sulla qualità dell’aria

esso-maxcom-inquinamento-augustaAUGUSTA – Il Comune interviene concretamente sull’inquinamento ambientale, agendo nelle ultime ventiquattro ore su due fronti. Ieri, nel capoluogo aretuseo, in sede di conferenza dei servizi per il rilascio dell’Aua, ovvero l’Autorizzazione unica ambientale, richiesta dalla Maxcom. Oggi, trasmettendo una nota-esposto alla Procura di Siracusa sull’ennesima serata di aria resa irrespirabile in Città dalle emissioni provenienti dal polo petrolchimico, come segnalato da centinaia di cittadini ormai tra la rassegnazione e la disperazione.

Nel merito, il sindaco Cettina Di Pietro riferisce attraverso una nota ufficiale: “In merito all’evento di cattiva qualità dell’aria, riscontrato nella serata del 28 ottobre scorso, si è provveduto a trasmettere una nota-esposto alla Procura della Repubblica di Siracusa, per segnalare un incremento di concentrazione di NMHC (idrocarburi non metanici) dalle ore 20 alle ore 23, di gran lunga superiore ai valori medi orari riscontrati nella giornata. Tali valori hanno avuto un picco registrato alle ore 21,11 dalla centralina denominata “Marina militare” di proprietà delle Libero consorzio comunale di Siracusa, di 1166,24 μg/Nm3“.

Il Sindaco richiede pertanto all’Autorità giudiziaria “a tutela della salute e dell’integrità fisica dei cittadini, di porre in essere tutte le iniziative utili alla individuazione dei responsabili di quanto segnalato, nonché l’adozione di ogni misura atta ad evitare il perpetrarsi di ulteriori fenomeni di ugual natura“.

Come ricordato in apertura di articolo, interviene sulla conferenza dei servizi tenutasi ieri per la vicenda Maxcom e riferisce: “Una riunione durata oltre due ore, ma che alla fine sembra vedere soddisfatte tutte le parti in causa. La Maxcom Spa ha quindi ricevuto il nullaosta per proseguire la propria attività sul territorio megarese, ma non senza prescrizioni impartite dal Comune di Augusta, rappresentato dall’ingegnere Giuseppe Raimondo, il quale è riuscito ad ottenere, entro sei mesi, uno studio di fattibilità sulla realizzazione di un impianto di recupero vapori da installare nei serbatoi a tetto fisso. Altra prescrizione per quanto riguarda le acque reflue: in questo caso il Comune ha chiesto, e ottenuto, la possibilità di effettuare un monitoraggio annuale con preavviso ad Arpa e Comune“.


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