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Porto di Augusta sede dei test di sistemi sperimentali di riutilizzo del calore dei motori navali

AUGUSTA – Augusta sarà uno dei siti di sperimentazione del progetto europeo di ricerca “Zhenit“, iniziativa finanziata nell’ambito del programma “Horizon Europe” e finalizzata allo sviluppo di tecnologie per il recupero e il riutilizzo del calore prodotto dai motori navali, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni nel settore del trasporto marittimo.

Nei giorni scorsi si è svolto ad Augusta un incontro operativo tra i partner tecnici del progetto (vedo foto all’interno), passaggio preparatorio all’avvio di una campagna sperimentale della durata di circa due settimane, programmata entro il primo semestre del 2026 nelle acque del porto Megarese.

Il progetto “Zhenit”, acronimo di “Zero waste Heat vessel towards relevant ENergy savings also thanks to IT technologies“, punta a valorizzare il calore residuo normalmente disperso dai motori delle navi, convertendolo in energia utile per servizi di bordo quali raffreddamento, produzione di elettricità o desalinizzazione dell’acqua. Le attività di ricerca si inseriscono nel quadro delle politiche europee e internazionali orientate alla decarbonizzazione del comparto marittimo.

Il consorzio di “Zhenit” è composto da 11 partner provenienti da 7 Paesi europei. Il coordinamento scientifico e tecnico è affidato a “Rina consulting spa”, con il supporto di “Rina services spa” per gli aspetti normativi e di certificazione. Tra i soggetti coinvolti figurano inoltre il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), in particolare l’Istituto Itae di Messina, impegnato nello sviluppo di sistemi di raffreddamento e dissalazione ad adsorbimento, un’azienda tecnologica tedesca specializzata in sistemi per il recupero del calore di scarto, e il Distretto tecnologico Navtec Sicilia, che riunisce imprese, centri di ricerca e università attive nel settore dei trasporti navali.

La fase sperimentale prevede l’impiego di una unità navale adattata a fini di ricerca, la Teseo I (nella foto di copertina), varata nel 2015 e già impiegata come piattaforma navale autonoma per il monitoraggio costiero nel progetto “Marin”guidato da Fincantieri Nextech, che adesso sarà equipaggiata con scambiatori di calore e unità di conversione per recuperare l’energia termica del motore, sistemi ad assorbimento (assorbimento a solido) per produrre freddo e acqua dolce tramite il calore e una rete di sensori e controlli digitali per il monitoraggio delle prestazioni in condizioni operative reali. Le attività tecniche di allestimento dell’imbarcazione coinvolgono il cantiere navale “Tringali” di Augusta, in qualità di soggetto operativo nell’ambito del progetto, nonché proprietario della motonave.

Le prove in mare si svolgeranno nel porto Megarese, scelto per le sue caratteristiche logistiche e per la presenza sul territorio di competenze tecniche e scientifiche a supporto delle attività di ricerca. Al termine della sperimentazione, i dati raccolti consentiranno di valutare l’efficacia delle soluzioni sviluppate e il loro potenziale utilizzo in contesti applicativi più ampi.

Il progetto rappresenta un esempio di collaborazione tra ricerca europea, enti scientifici e operatori industriali, con il territorio di Augusta coinvolto come sede di test per soluzioni orientate alla sostenibilità del trasporto marittimo.


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