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Presentato il saggio di Scuriatti su Totò, con Litterio ospite d’eccezione

AUGUSTA – “E io lo nacqui. Totò, o l’arte della commedia bassa” è il titolo dell’ultimo saggio dello scrittore di origini augustane Massimiliano Scuriatti, presentato martedì pomeriggio nella sede che accoglie l’associazione del Circolo Unione, a ridosso della piazza Duomo di Augusta.

Gaetanella Bruno,  presidente del Circolo Unione, ha dato avvio alla presentazione porgendo i saluti e i ringraziamenti di rito per poi introdurre con entusiasmo i protagonisti dell’incontro. Moderatore della serata il giornalista, attualmente occupato nelle reti Rai, Guglielmo Troina, che ha avuto modo di rivolgere qualche domanda sia all’autore del libro sia all’altro ospite Enrico Guarneri, in arte Litterio, cioè il personaggio comico da lui interpretato che l’ha reso celebre.

L’attenzione del pubblico in sala si accende subito alla proiezione di un video in bianco e nero del primo provino cinematografico di un Antonio De Curtis evidentemente ancora poco avvezzo alle telecamere. Quell’ometto, tuttavia, aveva carisma da vendere, e lo si capì presto. Divenne niente di meno che Totò, “il personaggio più rappresentativo di un genere teatrale che, almeno in Italia, per questioni  storico-sociali è stato considerato come un genere minore. Da qui la definizione di commedia bassa“, spiega Scuriatti. E fu proprio in teatro che Totò si affacciò alla commedia interpretando l’antagonista di Pulcinella.

intervista-a-massimiliano-scuriatti-di-cecilia-casoleIl libro è un lavoro accademico, un’estensione della tesi di laurea di Scuriatti per il conseguimento della laurea in drammaturgia. L’autore cita Stanislavskij per definire il libro “un lavoro dell’attore su se stesso e un lavoro dell’attore sul personaggio”. Non a caso, Scuriatti si sofferma nella prima parte del libro alla ricostruzione degli anni dedicati al teatro di Totò, dai suoi esordi nei teatrini napoletani fino al grande successo delle riviste e dei varietà, quando l’arte teatrale si interseca con la cinematografia. “E quando il cinema lo deludeva,  lo denigrava, Totò si rifugiava sempre nel suo primo amore: il teatro”, riferisce Scuriatti.

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Un grande attore, come è stato Antonio De Curtis, definito anche il “Principe della risata”, riesce a costruire con il suo personaggio una tradizione comica. “In ciò sta la differenza sostanziale con l’attore d’accademia”, sottolinea Scuriatti e aggiunge: “Difatti, l’arte di un attore comico risiede anche nella capacità di ispirarsi a personaggi reali, per poi staccarsi dagli emuli costruendo una propria individualità artistica”.

Lo stesso Enrico Guarneri, da geometra ad attore di successo, confessa di aver rubato alcune buffe caratteristiche di un amico per il concepimento del personaggio di Litterio.

Comico eccellente, famoso per le doti mimiche, Totò è un professionista. Lo  si evince anche dagli ultimi lavori . Nel  film “Uccellacci e uccellini”, con la regia di Pier Paolo Pasolini, Totò, costretto a rispettare rigorosamente il copione, non smentì la sua bravura interpretativa. Il film, anche grazie alla commistione tra il basso-popolare rappresentato da Totò e l’alto di Pasolini, ebbe grande successo ricevendo grandi apprezzamenti dalla critica e consentendo a Totò di lasciare ancora un’altra faccia alla sua “maschera” prima morire di lì a poco.

Dopo lunghi e appassionati studi sul personaggio, Scuriatti descrive la figura di Totò come “la summa di duemila anni di storia del teatro”.


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