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Scomparsa l’antica scultura in pietra di ronco Tulé

AUGUSTA – Nella più assoluta indifferenza è scomparsa da ronco Tulé una scultura raffigurante un ostensorio lanceolato di chiara ispirazione seicentesca. Un ostensorio che richiamava, nelle fattezze stilistiche, quello ubicato sul portale della chiesa di San Sebastiano, già dedicata sul finire dei diciottesimo secolo al SS. Sacramento del Circolo. A richiamare l’attenzione sulla vicenda è Giuseppe Carrabino, già presidente della Commissione comunale di Storia patria.

Si trattava di un segno della pietà e della devozione popolare, atteso che il ronco si apre su via Megara a qualche isolato di distanza dalla chiesa di S. Sebastiano. Un ronco che è legato ad una delle numerose leggende locali, quale l’anima del malcapitato Tulé, che secondo le fonti orali fu decapitato sul pianoro di Terravecchia. Tulè è un nomignolo che identificava una delle più antiche famiglie augustane, quella dei Cillizza imparentata con i Vita.

Carrabino ricorda: “La scultura era stata oggetto di una nostra indagine nell’ambito di uno studio sulle tradizioni eucaristiche pubblicato nel 2005 sul Notiziario storico di Augusta. Ritengo che la scomparsa debba risalire a parecchi mesi orsono, atteso che la vecchia casetta antistante con prospetto su via Megara è stata abbattuta e ricostruita solo recentemente. I lavori che hanno interessato il rifacimento del fabbricato non hanno però coinvolto le vecchie casette del ronco che, ancora ai nostri giorni, risulta disabitato. La scultura è stata rimossa lasciando il vuoto sulla parete sottostante“.

Lancia un appello: “Questo ennesimo furto a danno della collettività deve far riflettere sulla necessità di promuovere azioni di tutela sui segni che identificano la nostra comunità. Occorre agire senza se e senza ma per aprire un luogo della memoria cittadina, un luogo dove si possano raccogliere le testimonianze di un passato che altrimenti andrà irrimediabilmente perduto“.


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