Cronaca

Scoperto traffico illecito di beni archeologici, tombaroli anche a Megara Hyblaea

AUGUSTA – Il Comando dei Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio archeologico di Palermo, guidato dal maggiore Luigi Mancuso, in collaborazione con le Compagnie dei Carabinieri di Termini Imerese e di Siracusa, hanno eseguito tre misure cautelari disposte dal Gip del Tribunale di Termini Imerese, a seguito di un’indagine avviata dalla Procura della Repubblica, nei confronti di un’organizzazione dedita agli scavi clandestini e al traffico illecito di beni archeologici.

carabinieri-operazione-himera-traffico-beni-archeologiciL’indagine, partita nel 2014 a seguito di svariate denunce per scavi non autorizzati all’interno del sito archeologico di “Himera”, nel territorio di Termini Imerese, ha portato alla luce una struttura ben organizzata e attiva su tutto il territorio siciliano. Tale organizzazione era in grado di gestire tutta la filiera dagli scavi clandestini, l’esportazione in Germania tramite “corrieri” e la vendita attraverso vari canali ancora sotto il vaglio degli inquirenti.

L’indagine è tuttora in corso, poiché l’attività investigativa mira a ricostruire i canali di vendita e a individuare gli acquirenti finali, per riportare in Italia i beni trafugati.

Diversi i siti colpiti dai “tombaroli” tra cui anche quello di “Megara Hyblaea“, nel territorio di Augusta, nel quale sono state effettuate diverse operazioni di scavo clandestino sia all’interno che all’esterno della zona archeologica sorvegliata, come confermato dagli inquirenti.

Per quanto concerne le tre misure cautelari, è stato tratto in arresto un cinquantaseienne del Siracusano, ritenuto al vertice di tale organizzazione, per un cinquantenne sempre della stessa provincia sono stati disposti gli arresti domiciliari e per un paternese, anch’egli cinquantenne, è stato disposto l’obbligo di dimora. Risultano, inoltre, 22 persone indagate.

Nell’ambito dell’operazione sono state compiute diverse perquisizioni e individuati diversi siti di scavo clandestino tra le province, oltre che di Palermo e Siracusa, anche di Agrigento e Caltanissetta.


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