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Si chiude l’evento “Ricostruiamola”, intervento finale di Musumeci

ricostruiamola-musumeci-augusta-1AUGUSTA – Si è conclusa domenica sera la tre giorni politico-culturale titolata “RicostruiAMOla” dai promotori del movimento cittadino Cambiaugusta. Un fine settimana denso di eventi artistici, sportivi, musicali e, soprattutto, politici.

Dopo il primo acceso dibattito, il venerdì, tra i modelli amministrativi del Siracusano, con il sindaco di Augusta Di Pietro, il sindaco di Avola Cannata e il vicesindaco di Siracusa Italia, moderato dal presidente di Cambiaugusta Stella, si erano create grandi aspettative per l’evento conclusivo alla presenza del presidente della Commissione regionale antimafia on. Nello Musumeci.

In una domenica sera inclemente sotto l’aspetto meteorologico, piazza Turati, al riparo dalle intemperie grazie al tetto dell’antico mercato rionale, registra una buona partecipazione di pubblico. Al via il dibattito “Diventerà bellissima” sulle intime visioni e le concrete prospettive di rilancio della Sicilia, il consigliere comunale Giuseppe Di Mare esordisce: “La rinascita deve partire proprio dalle nostre terre; bisogna avere senso patriottico di appartenenza ad una comunità“.

Poi interviene Giuseppe Carrabino, presidente della Commissione cittadina di storia patria, che passa in rassegna un ventennio di interventi a tutela del patrimonio storico-monumentale di Augusta mancati o mal gestiti, nutrendo la speranza di un nuovo corso. In particolare, evidenzia proprio i “pessimi lavori di recupero dell’antico mercato, effettuati nei due anni di commissariamento“, denuncia la preoccupante situazione del “Convento di San Domenico, chiuso dai primi anni Ottanta e oggetto di continuo vandalismo“, aggiungendo che “durante i lavori di restauro, sono andati distrutti dipinti preziosi” e che molti reperti sarebbero andati perduti. Ricorda infine altri tentativi di restauro rimasti insoluti, come il caso del Martirio di San Sebastiano all’interno dell’omonima chiesa.

Roberto Meloni, del movimento Cambiaugusta, condividendo con Carrabino la critica nel merito della gestione commissariale, lancia un monito all’Amministrazione: “La mancanza di fondi non può essere una giustificazione“. Così la invita ad attivarsi per recuperare le meraviglie che la Città offrirebbe, partendo dal Castello federiciano.

Poi il turno dell’assessore comunale, facente parte della giunta pentastellata, Giusy Sirena: “L’Amministrazione intende gestire le risorse culturali della città, muovendosi sul piano dei fondi europei; il problema che c’è sempre stato e persiste oggi è la mancanza di progettazione, e ne sono una prova i lavori di restauro del mercato“. Ricordando che la richiesta avanzata dal Comune di apertura del Castello di Brucoli non ha avuto risposta positiva né dall’assessorato regionale né dalla Soprintendenza, annuncia che l’obiettivo dell’Amministrazione è di “richiedere una progettazione condivisa senza però accettare supinamente le decisioni della Soprintendenza e della Regione“, almeno per quanto concerne sia il Castello che il Convento summenzionati.

ricostruiamola-musumeci-augusta-2L’on. Fabio Granata, già assessore regionale ai Beni culturali, citando “Il pensiero meridiano” di Franco Cassano, afferma che “bisogna avere riguardo dei luoghi“, e ciò significherebbe soprattutto “avere consapevolezza politica, avere una visione radicale“. Elenca delle priorità: stop al consumo del suolo, un’urbanizzazione coerente, con materiali e strutture antisismiche, la bonifica del territorio dal deturpamento industriale. Aggiunge che “l’avere riguardo vuol dire conoscere e valorizzare le nostre radici“, e considera Megara Iblea un simbolo di questa necessità, proponendo di applicare il modello Agrigento – Selinunte ad Augusta – Megara Iblea.

Infine, l’arrivo dell’on. Nello Musumeci, per l’intervento conclusivo. Si rivolge soprattutto ai giovani: “L’obiettivo è creare le condizioni perché il ricambio generazionale possa riqualificare la politica“. Musumeci intende far tornare centrale la politica, auspicando il ritorno a una democrazia partecipata, dal momento che ritiene che solo da essa si possa ricostruire un’identità territoriale perduta. Con una chiosa finale: “L’identità neutralizza gli effetti devastanti della globalizzazione, che non si può annullare, ma si deve regolarizzare“.

Diletta Casole


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