Primo piano

Si è fatta luce sul Piano regolatore portuale

AUGUSTA – La conferenza sui piani regolatori del territorio augustano, il Prg e il Prp, svoltasi lunedì pomeriggio nel salone “Rocco Chinnici” del Municipio, ha portato all’attenzione della cittadinanza questioni sì tecniche ma di interesse generale, trattandosi degli strumenti di pianificazione urbanistica.

Dopo l’apertura affidata alla presidente del Consiglio comunale Lucia Fichera, il sindaco Cettina Di Pietro ha esordito così: “Il Piano regolatore portuale sarà oggetto di studio degli uffici comunali, dovendo necessariamente passare da un confronto con il Piano regolatore della città; è importante sentire tutte le realtà che operano nel porto attualmente, in maniera tale che si possano condividere le decisioni più proficue per una pianificazione di lungo termine, termine previsto nel 2050“.

Affiancata al tavolo dei relatori dall’assessore allo Sviluppo economico Giuseppe Schermi, il Sindaco ha illustrato le linee guida che intende seguire l’Amministrazione pentastellata: “Sviluppo concreto e non semplice cementificazione, perché noi come Amministrazione siamo dell’idea che bisogna contemperare gli interessi e lo sviluppo del territorio con quelli di tutela del medesimo; auspichiamo, dopo le recente indicazione come sede di Autorità portuale, che il porto di Augusta possa aprirsi a nuove prospettive di  sviluppo, di traffici e di commercio anche in sinergia con le altre città“.

A seguire, si sono occupati di esporre i tratti essenziali del Piano regolatore portuale presenti Massimo Scatà, Rup del Prp, Giovanni Sarcià, ingegnere e progettista, e Paolo Turbolente, ingegnere della società Acquatecno.

Scatà ha specificato che “la legge 84 del ’94 attribuisce alle autorità portuali la funzione di esplicare quello che è lo sviluppo commerciale del porto”, elencando i cinque ambiti previsti nel nuovo Piano regolatore portuale: ambito urbano, ambito commerciale, ambito caratteristico-navale, ambito industriale, ambito contenitori.

Turbolente si è soffermato sulle potenzialità del porto di Augusta e su ciò che sarebbe possibile realizzare con il nuovo Piano regolatore, che, a suo dire, “deve essere occasione di sviluppo dell’area di Augusta e dei Comuni circostanti“, evidenziando “l’occasione di legare il piano di sviluppo infrastrutturale con lo sviluppo ambientale, visto che quello di cui ha sofferto sempre la rada di Augusta è l’inquinamento prodotto dalle industrie“.

Il porto possiede caratteristiche particolari, infatti, oltre alla posizione geografica strategica, ha dei fondali di circa venti metri e le aree circostanti non sono soffocate dal mare. Quindi, secondo Turbolente, “occorre cercare di riqualificare lo sviluppo dei traffici, di non vincolarli al solo petrolio“. Tra questi, ne indica due in particolare: il traffico legato alle autostrade del mare e quello relativo ai contenitori.

Agli interrogativi sulle modalità e i tempi previsti per la bonifica della rada, promessa da Roma, Sarcià ha risposto così: “Quello della bonifica è un progetto che non abbiamo mai visto, anche perché l’anno scorso l’intervento è stato previsto nell’accordo di programma ma poi eliminato per mancanza di fondi“.

Tra gli interventi conclusivi, si ricorda che l’assessore Giuseppe Schermi ha invitato gli operatori portuali a far pervenire all’Amministrazione le annotazioni sulle eventuali imperfezioni riscontrate nel Prp, e poi il consigliere comunale di opposizione Marco Niciforo, che già ad ottobre aveva sollecitato un incontro preliminare sul Prp, con un appello al coinvolgimento di tutte le parti e le categorie professionali interessate, prima che il Consiglio si debba esprimere sul Piano.

Si è evidenziata nel corso della conferenza la necessità di una coerenza tecnico-progettuale tra il Piano regolatore portuale discusso e il futuro Piano regolatore generale, essendo le aree di rispettiva competenza contigue. Quindi si è manifestata l’esigenza di una valutazione di merito sulla questione, una volta sentiti anche i responsabili degli uffici comunali preposti, non tutti presenti alla conferenza.

Cecilia Casole


In alto