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Studenti augustani in visita al laboratorio del Cern di Ginevra

AUGUSTA – È stata un’esperienza unica quella vissuta dagli studenti della 5ªA del liceo scientifico delle scienze applicate dell’Istituto superiore “Arangio Ruiz“, che dal 17 al 20 ottobre scorsi si sono recati al laboratorio del Cern di Ginevra, per una visita programmata alla sede del più grande acceleratore di particelle al mondo.

La visita conclude un progetto iniziato lo scorso anno scolastico con il Cern, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare che annovera 23 Paesi membri, dove fisici e ingegneri analizzano la struttura fondamentale delle particelle che compongono tutto ciò che ci circonda. Lo scorso 19 gennaio, infatti, gli studenti avevano assistito online in diretta a una lezione del professor Mario Campanelli, ricercatore presso il Cern, che li aveva poi condotti in un “virtual tour” nel sottosuolo dove si trova il rivelatore di particelle Atlas, che a sua volta attornia l’LHC, l’acceleratore di particelle in cui nel 2012 è stato scoperto il bosone di Higgs. Si tratta della prima prova sperimentale, sessant’anni dopo la teoria, del meccanismo che dà origine alla massa nel cosiddetto “modello standard”.

Accompagnati dalla dirigente scolastica Maria Concetta Castorina e dalle docenti di fisica e chimica Annamaria La Ferla e Rosaria Politi, gli studenti, dopo aver visitato il primo giorno la bella ed elegante Ginevra, sede tra l’altro del più importante centro operativo dell’Onu in Europa, sono stati accolti al Cern. Un ricercatore, ingegnere italiano, li ha guidati alla scoperta dell’acceleratore tramite un video e l’osservazione da punti diversi dello stesso, dei rivelatori e del tubo in cui si muovono i fasci di protoni.

Non è mancata, il primo pomeriggio, una visita al Science Gateway del Cern, area progettata dall’archistar Renzo Piano di ottomila metri quadrati, concepita per avvicinare i giovani al mondo della scienza con mostre multimediali, tour interattivi e laboratori immersivi, dove i ragazzi del “Ruiz” hanno esplorato l’impatto che ha avuto fisica delle particelle sulla società, sulle altre scienze e sull’arte.

Per il giorno successivo, spazio alle attività in laboratorio: gli studenti, divisi in gruppi, hanno eseguito un esperimento costruendo una camera a nebbia, il primo dei rivelatori inventati agli inizi del Novecento per rivelare particelle elementari, in questo caso particelle cosmiche; infine hanno esposto i risultati dell’osservazione.

Tre giornate uniche – ha commentato la dirigente scolastica del “Ruiz”, Castorinache hanno avvicinato i nostri studenti al mondo della ricerca fisica, immergendoli in una dimensione ricca di significato sia dal punto vista scientifico sia dal punto di vista della loro identità di cittadini europei”. 


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