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Ultim’ora sulla vicenda del depuratore, interviene il Gip di Siracusa

AUGUSTA – Dichiarando ammissibile l’opposizione all’archiviazione dell’inchiesta, proposta da un folto gruppo di cittadini, assistiti dagli avvocati Dario Fazio e Puccio Forestiere, il Gip del Tribunale di Siracusa, Andrea Migneco, ha fissato per il prossimo 9 novembre l’udienza in cui sarà trattata l’annosa vicenda della mancata costruzione del collettore fognario e del depuratore di Augusta.

La Procura di Siracusa, dopo una lunga inchiesta, aveva richiesto l’archiviazione del procedimento a carico di cinque persone che risultano indagate per diverse ipotesi di reato, tenuto conto soprattutto della prescrizione dei presunti illeciti e della complessità burocratica dell’intera vicenda.

Adesso, invece, sarà il Gip a stabilire se disporre un supplemento di indagini (che andrebbero probabilmente riunite con il nuovo filone di inchiesta avviato dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano, a seguito dei più recenti esposti del coordinamento “Smuoviamo le acque”) o decretare l’archiviazione del fascicolo. Il Gip potrebbe anche “ordinare” alla Procura di avviare direttamente la procedura per il rinvio a giudizio di tutti o parte degli indagati.

Nell’ambito della seconda e più recente inchiesta, nei giorni scorsi, erano stati ascoltati, come persone informate dei fatti, l’attuale sindaco di Augusta Cettina Di Pietro, l’assessore regionale Vania Contrafatto, nominata un anno e mezzo fa commissario ad acta per risolvere il problema, e il capo della segreteria tecnica della struttura commissariale Attilio Toscano.

Da oltre trent’anni gli augustani attendono la depurazione delle acque reflue cittadine, mentre nel 2012 il Cipe ha stanziato 33 milioni di euro per le opere mai avviate. Nel frattempo, ogni giorno, gli scarichi urbani finiscono in mare, con conseguenze devastanti, attraverso una trentina di sbocchi fognari tra Isola, Borgata, Monte e Brucoli.


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