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Un “Caffè amaro” al Circolo Unione, presentato il nuovo romanzo della Agnello Hornby

AUGUSTA – Il Circolo Unione, pieno di ospiti, ha dedicato il salone e il pomeriggio della domenica appena trascorsa alla presentazione del romanzo di Simonetta Agnello Hornby. Una pausa letteraria d’eccezione per la città di Augusta, sottolineata dal titolo eccitante del suo nuovo libro: Caffè amaro. Un momento di evasione e di ritorno al passato siciliano, quello dei fasci, e reso aristocratico dalla lettura di alcune pagine estratte dall’edizione Feltrinelli e dall’accompagnamento musicale lirico.

Ad accogliere la scrittrice che vive a Londra da anni, ma palermitana di origine, è stata la presidente del circolo Gaetanella Bruno; a intervistarla, invece, la giornalista Michela Italia, moderatrice dell’evento organizzato dalla libreria Mondadori di Grazia Salvo. Conosciuta dal pubblico dei lettori per il successo ottenuto dalle storie precedenti come La mennulara, La monaca o La zia marchesa, l’autrice ha raccontato molto di sé, della sua scrittura dove molto c’è della famiglia, della sua professione di avvocato e di giudice, dei suoi natali siciliani.

Per l’occasione, la Agnello Hornby ne ha ripercorso le tappe essenziali con umana ironia, in presenza di molte lettrici, della scrittrice augustana Ornella Lodin e dei coniugi Zappulla Muscarà, di nuovo ospiti d’eccezione dopo la presentazione del carteggio di De Roberto tenuta sempre presso il Circolo Unione, a maggio. Ha raccontato: “Caffè amaro. Decisi di prepararlo cinque anni fa pensando di scrivere una storia ispirata al matrimonio combinato di mia nonna Maria. Unico riferimento comune alla protagonista del mio libro. Era una donna buona, brava, parlava tante lingue, sapeva cambiare i polsini alle camice, cucinava bene e beveva il caffè amaro. Eppure la sua storia, e lo dissi anche a mia mamma, poteva riempire solo tre pagine del libro, per questo decisi di cambiarla un po’. Le volli dare un amante”.

Maria è una ragazza di altri tempi, nata in una famiglia socialista e la sua storia adultera e sensuale si snoda tra il 1906 e il ’48. Dopo il matrimonio combinato con Pietro, uomo colto da lei accettato con stima per averla accolta senza dote, si scopre perdutamente innamorata di Giosuè, amico d’infanzia. Ogni capoverso racchiude passione e melodramma, le lettere di De Roberto, riscoperte anche dalla scrittrice, sono le stesse che invia Maria, cambiano i destinatari e cambiano gli intenti ma comune diventa la descrizione di un amore esplicito e non più pudico, come ai tempi doveva essere.

Simonetta Agnello ha spiegato: “Si dubita sempre delle cose più belle. È l’epistolario tra De Roberto e la sua amata, pubblicato da Sarah Zappulla Muscarà, che io ho letto e amato tanto da farne volutamente un plagio per le lettere della mia protagonista. È difficile imparare a scrivere lettere d’amore ma esse contengono momenti di pura poesia e musica”.

La lettura dei passi affidata alla professionalità dell’attrice Amelia Martelli, seguita da due intermezzi musicali, con la Lucia di Lammermoor di Donizetti eseguita dal maestro Rosario Cicero ad accompagnare la voce del soprano Noemi Muschetti e poi l’esecuzione al piano a quattro mani da parte dello stesso Cicero insieme al maestro Francesca Bari del Notturno op.9 n.2 di Chopin. Questi ultimi tre, docenti e artisti della scuderia dell’Accademia Yap, fondata dal tenore di fama internazionale Marcello Giordani, presente alla presentazione del libro.

Non un libro a forti tinte erotiche, ma, secondo la scrittrice, si tratta del suo primo romanzo storico dove sensualità e sessualità si mescolano alla politica del tempo. Alla curiosità dei lettori, ha risposto così: “A me i libri sexy non piacciono. Ho dovuto rendere solo molto forte il libro per poter parlare di Maria e Giosuè, per raccontare il tradimento e la loro attrazione molto forte. È la storia che lo richiede. Io sono all’antica!”.

Dando appuntamento all’incontro che si è poi tenuto lunedì mattina all’Istituto di istruzione superiore “Ruiz” con gli studenti, la presidente del Circolo Unione Gaetanella Bruno ha voluto omaggiare l’autrice di una stampa con su raffigurata la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. Ha inoltre chiesto all’ospite, a chiusura dell’evento, cosa significhi scrivere e quali progetti abbia per il futuro. La Agnello Hornby ha così risposto: “È vero, in Italia e nel mondo esistono tanti romanzi perché in tanti scrivono, e pochi sono gli scrittori, quelli riconosciuti, quelli di fama. Credo che la fama non serva per scrivere. Farlo significa liberare la mente e costa poco. Ora credo in Caffè amaro e per il momento non scriverò un altro romanzo ma di altre esperienze, avendo in progetto con mio figlio di raccontare insieme la nostra famiglia unita nella vita anche dopo la sua disabilità”.

Alessandra Peluso


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