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Una Natività “ritrovata” a Palermo

“…per l’Oratorio della Compagnia di San Lorenzo, fece un’altra Natività; la Vergine che contempla il nato Bambino, con San Francesco e San Lorenzo, vi è San Giuseppe à sedere, et un Angelo in aria, diffondendosi nella notte i lumi fra l’ombre…” (G.P. Bellori, Le vite de’ pittori, scultori e architetti moderni, 1672).

A volte l’incuria o, ancora peggio, la non cognizione e incoscienza del patrimonio culturale, possono generare circostanze di una gravità incalcolabile. È il caso della Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, opera del Caravaggio: fino a qualche decennio fa “esposta” presso l’Oratorio di San Lorenzo a Palermo e trafugata (dalla mafia?) nel 1969 a quanto pare in maniera indisturbata, sotto gli occhi “inconsapevoli” della comunità.

Il capolavoro caravaggesco, di quasi 2×3 m, come sempre munito di realismo e pathos, raffigurava la nascita di Cristo. Al centro della scena spicca la Vergine, sfinita dalle fatiche del parto, che osserva il Bambino, adagiato davanti a Lei su un giaciglio di paglia nella stalla; in basso, a destra di chi osserva, si osserva una singolare figura giovanile di san Giuseppe, ritratto da tergo e rivolto con lo sguardo verso un personaggio che sta alle spalle di san Francesco; a sinistra san Lorenzo, dinanzi al bue (che copre a sua volta l’asino); un Angelo, da sinistra, emerge dall’oscurità nella parte alta della composizione, celebrando la Natività con l’esclamazione “Gloria in eccelsis Deo”.

Incerta è la data d’esecuzione e la “committenza del dipinto”. Dalla memoria del biografo G.P. Bellori, si intuisce un presunto soggiorno del pittore lombardo a Palermo; in una più recente ipotesi si suppone un’esecuzione a Roma su committenza palermitana, soprattutto per le affinità stilistiche con gli altri dipinti di Caravaggio del suo “periodo romano”.

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Dopo decenni in cui nell’Oratorio palermitano (già esso stesso notevole patrimonio ad opera di G. Serpotta della fine del ‘600) campeggiava la cornice vuota, è recente la notizia dell’esecuzione di una “pregevole copia” del dipinto. L’iniziativa si deve a Sky Arte, che ha incaricato un team di artisti, restauratori e tecnici guidati da Adam Lowe. Il lavoro, realizzato con una combinazione di strumenti tradizionali e tecnologici (fotografia, restauro tradizionale e digitale, pittura, stampa), ha restituito una fedelissima riproduzione dell’opera di Caravaggio, ricostruita attraverso foto ad altissima definizione, e soprattutto con l’impiego di pigmenti della stessa qualità di quelli originali che hanno permesso di caratterizzare la “pennellata” e il colore del celeberrimo artista.

Lo scorso 12 dicembre, quindi, l’inaugurazione presso l’Oratorio palermitano. È non vi è dubbio che questo rappresenti un esempio rilevante di “restituzione” del patrimonio culturale in una situazione problematica. Ma questo scenario apre a una riflessione importante.

Totalmente privo di misure di sicurezza all’epoca del furto, da ora in avanti, presso l’Oratorio di san Lorenzo si potrà godere di una copia della Natività di Caravaggio, laddove un tempo capeggiava un originale “sconosciuto”, dimenticato e ormai trafugato. Come si suol dire: “quando la copia è migliore dell’originale”. Buon Natale.

Fonte della foto di copertina: www.arte.it/opera/natività-con-i-santi-lorenzo-e-francesco-d-assisi-4540

Il Blog su beni culturali e arte Il Corbaccio di Carlo Veca per La Gazzetta Augustana.it


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