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Volontari di protezione civile della provincia ad Augusta per un incontro di aggiornamento e confronto

AUGUSTA – Nell’auditorium “Liggeri” di Palazzo San Biagio, lo scorso 20 aprile, si è tenuto un incontro con tutte le associazioni di Protezione civile della provincia, che ha visto anche la partecipazione di alcune organizzazioni di volontariato di Catania, sul tema “La nuova riforma di Protezione civile“. Data l’importanza degli argomenti previsti, l’invito era stato esteso anche ai sindaci della provincia.

La conferenza è stata organizzata dalla presidenza regionale Fir-Cb Ser (Federazione italiana ricetrasmissioni – Citizen’s band Servizio emergenza radio), struttura di secondo livello, e ha visto la partecipazione, quali relatori, di Giuseppina Leone (presidente regionale per la Sicilia della Fir-Cb Ser), che ha fatto gli onori di casa, di Calogero Foti (responsabile Dipartimento Protezione civile Sicilia), di Patrizio Losi (presidente della Consulta nazionale del volontariato e presidente nazionale Fir-Cb Ser), di Santo Carnazzo (presidente Volsi), e di Salvatore Raffa (presidente Centro servizi volontariato etneo).

Dopo i saluti degli intervenuti, l’argomento principale dell’incontro, esposto dettagliatamente da Patrizio Losi, è stato il nuovo codice della Protezione civile, regolato con l’ultimo decreto legge n. 1 del 2018. Il relatore si è soffermato anche sulla centralità che dovrebbero assegnare i Comuni alle opere di prevenzione, lamentando inoltre “poca attenzione” da parte degli stessi enti comunali nei confronti delle organizzazioni di volontariato di protezione civile, in tutto il territorio siciliano.

Dal responsabile regionale della Protezione civile, Calogero Foti, è stata lamentata anche una particolare criticità organizzativa, invitando a porvi rimedio: come ricordato nel comunicato a margine dell’evento, la “scarsa attivazione sulla Protezione civile dai sindaci, che vedono la Protezione civile come qualcosa che si sostituisce a loro in caso di calamità e non come delle associazione coordinate ed organizzate fra di loro che, con la collaborazione dei primi cittadini e dei prefetti, debbano fare attività di prevenzione per non trovarsi impreparati“.


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