Augusta, restauro Castello svevo, il consigliere Triberio all’assessore comunale: “Far subito a discapito del far bene?”
AUGUSTA – Una voce critica sul progetto esecutivo di “consolidamento, restauro e fruizione” del Castello svevo si leva anche dal fronte dell’opposizione del nuovo consiglio comunale, concordando con le criticità obiettate dal fronte delle associazioni, e in particolare sulla previsione, nel progetto per il primo stralcio dei lavori già appaltati dalla Regione, di demolire larga parte della sovrastante struttura carceraria di fine ottocento.
“È inaccettabile considerare la demolizione, tout court, delle strutture carcerarie risalenti al 1890, ormai innestate nel patrimonio storico, monumentale e culturale della nostra città e del territorio circostante; la storia, per svolgere il suo ruolo di testimonianza, deve conservare e preservare tutti i suoi tasselli“: aggiorna così il riconfermato consigliere comunale Giancarlo Triberio (nella foto di repertorio in copertina) una posizione già assunta lo scorso giugno.
Triberio riserva critiche politiche all’operato del neo assessore alla Cultura, Giuseppe Carrabino, insediatosi poco più di un mese fa. “Continua a ritenersi discutibile la gestione delle comunicazioni tenuta da questa amministrazione, in questo caso dalla figura dell’assessore alla cultura – sottolinea il consigliere comunale – che, dopo essersi assunto il merito dell’iniziativa dell’incontro tecnico e aver dichiarato il pieno sostegno, a tale progetto di demolizione, delle associazioni intervenute, si trova, ora, ad essere smentito pubblicamente non solo dall’assessore regionale Samonà di cui è la vera paternità dell’incontro insieme alla Sovrintendenza di Siracusa, ma anche dalle associazioni Italia nostra e Archeoclub che non hanno condiviso la decisione, quindi non più unanime, dell’abbattimento considerato come unica soluzione“.
“Rileggendo le dichiarazioni rilasciate da Carrabino, in qualità di presidente della Società di storia patria meno di sei mesi fa, inerenti alle sue forti perplessità in merito alle annunciate demolizioni – aggiunge Triberio – è evidente un ribaltamento di posizioni che potrebbe far pensare ad una ricerca spasmodica “di far subito” a discapito “del far bene” al fine di appuntarsi stellette e meriti ora che ricopre l’ambìto ruolo di assessore“.
“Ad aggravare l’irreversibilità di tale perdita – asserisce ancora il consigliere – vi è la mancanza di una visione chiara e definita di quello che sarà il “nuovo” monumento conseguente alla ristrutturazione che non può, comunque essere garantito a priori per la delicatezza e l’unicum di tale intervento per il quale lo stesso Samonà, in dichiarazioni successive al tavolo tecnico di cui sopra, si riserva ulteriori valutazioni in riferimento all’esclusiva sicurezza della staticità dell’opera, ribadendo così l’importanza di parti che corrono il rischio di dover essere sacrificate“.





















