Politica

Augusta, restauro Castello svevo, Articolo uno: “Cittadinanza tenuta all’oscuro su contenuti progetto”

AUGUSTA – Dopo le lettere inviate da associazioni di settore alla Soprintendenza aretusea per esprimere perplessità su alcuni aspetti del prossimo restauro del Castello svevo contenuti nel progetto esecutivo, grazie alla risposta fornita al locale Archeoclub, si è appreso dell’intenzione della stessa Soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa di organizzare un “incontro pubblico” al fine di “presentare il progetto attraverso la descrizione da parte dei progettisti” e “chiarire le scelte progettuali adottate“.

Le perplessità espresse dalle associazioni riguardano la scelta dei progettisti di eliminare le cosiddette “superfetazioni” relative al carcere di fine ottocento. Una scelta che adesso appare cristallizzata da un progetto esecutivo per il primo stralcio funzionale dei lavori già messi a bando, il cui termine è scaduto il 10 giugno.

Se le associazioni hanno evidenziato asserite criticità storico-culturali, il dibattito è diventato anche politico quando l’assessore comunale Giusy Sirena ha reso pubblica la propria condivisione del progetto della Soprintendenza, a seguito di tavoli tecnici svolti negli ultimi tre anni. Intervengono oggi con una nota congiunta Giancarlo Triberio e Giovanni Ranno (nella foto di repertorio in copertina), rispettivamente consigliere comunale d’opposizione e dirigente provinciale di Articolo uno.

Apprendiamo dalla stampa che lo scorso 10 giugno è scaduto il bando per il progetto di “Restauro e fruizione – I stralcio funzionale” del castello svevo di Augusta redatto dalla Soprintendenza per i beni Culturali e Ambientali di Siracusa – scrivono Triberio e Ranno – Articolo Uno – Augusta nel prendere atto della notizia, che pur appare come un atto concreto della annosa vicenda dopo decenni di abbandono, manifesta la propria netta contrarietà per la modalità non trasparente di gestione dell’intervento, sia da parte dell’Amministrazione comunale sia da parte della Sovrintendenza, che ha tenuto all’oscuro l’intera cittadinanza sui contenuti del progetto“.

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Possiamo già fin da adesso, anche a tal riguardo, esprimere un giudizio negativo sulla gestione della vicenda da parte dell’Assessore Sirena – precisano nel corso della nota – che in alcune sue dichiarazioni esprime anche l’orientamento dell’Amministrazione comunale“.

Riteniamo infatti che, soprattutto per un progetto di restauro che riguarda un monumento con una valenza nazionale nonché simbolo della città – sostengono Triberio e Ranno – non si possa prescindere da quella essenziale fase preliminare della progettazione che preveda il confronto con l’intera comunità cittadina la quale, attraverso le opportune informazioni, doveva essere messa nelle condizioni di poter partecipare ad un dibattito pubblico sui contenuti del progetto“.

D’altra parte, le scarne e frammentarie notizie, che soltanto oggi trapelano attraverso i mezzi di informazione riguardo i contenuti dell’intervento, ci destano forti preoccupazioni dal momento che si preannunciano drastiche operazioni di demolizione di varie parti e di interi piani – aggiungono sul merito del progetto – Tali demolizioni infatti trasformerebbero irreversibilmente il castello così come oggi ci è giunto nella sua storica stratificazione e singolare complessità, distruggendo quei valori che invece andrebbero rispettati e tutelati“.

In conclusione, i due esponenti di Articolo uno fanno sapere che intendono “vigilare sulla questione” e che saranno presenti all’incontro pubblico preannunciato dalla Soprintendenza, “anche se lo stesso – chiosano – giunge tardivo e sarebbe dovuto già avvenire in una fase preventiva“.


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