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Augusta, ospedale a rischio ridimensionamento? Lettera aperta del presidente dell’associazione filantropica

AUGUSTA – Una lettera aperta sulle criticità dell’ospedale “Muscatello” e sui timori che aleggiano nella comunità cittadina di un nuovo ridimensionamento. La firma è di Mimmo Di Franco, che negli anni delle “rifunzionalizzazioni” delle rete ospedaliera programmate dalla Regione (intorno al 2010) era in prima linea dell’allora comitato “pro Muscatello”. Più di recente, nella qualità di presidente dell’associazione filantropica “Umberto I”, ha promosso diversi incontri pubblici nella sede del sodalizio con i dirigenti medici dei vari reparti del “Muscatello”.

Di Franco fa sapere di temere “un ridimensionamento nei reparti di chirurgia, cardiologia e medicina“, evidenziando che “una città come Augusta, con 35mila residenti, che insieme ai comuni di Melilli e Sortino raggiunge un bacino di circa 60mila utenti, piena di marittimi, portuali, con un carcere di grosse dimensioni, con tanti operai che lavorano nelle industrie ad alto rischio incidenti sul lavoro, con una base di migliaia di residenti militari della Marina e, in estate, altri 10mila vacanzieri, non può avere solo le funzioni di un pronto soccorso allargato“.

Non mi preoccupo di iniziare le battaglie, per paura di perderle, non mi tiro indietro nel combatterle – afferma il presidente dell’associazione filantropica – anche per dare voce a coloro che sono emarginati e non hanno la possibilità di pagare per anticipare le visite diagnostiche. È un problema politico più che sanitario e deve essere affrontato nelle sedi politiche della Regione. Chi ha le competenze e l’autorità organizzi un tavolo tecnico dei servizi, una volta per tutte, per dare dignità ad una struttura perché si possa definire ospedale. Molti medici vengono trasferiti in altri ospedali ed altri, per raggiunti limiti di età, vanno in pensione senza turn over, lasciando i medici rimasti in turni massacranti“.

L’associazione filantropica “Umberto I”, di cui mi onoro essere il presidente, ha organizzato nei mesi precedenti dei convegni – sottolinea Di Franco – per illustrare i vari reparti e, nello stesso tempo, tenere sotto i riflettori il nostro ospedale. Ho fatto parte del Comitato per il Muscatello, quando se ne paventava, nel 2010, la chiusura. Augusta ha già pagato un caro prezzo chiudendo i reparti di ginecologia, ostetricia e pediatria. Da allora, oltre 10 anni, siamo sempre a sollecitare il completamento della struttura con i posti letto previsti e la pianta organica completa. Se vogliamo ridurre i rischi di tumore al colon, pancreas, vie biliari, esofago ecc., bisognerebbe aggiungere un altro endoscopista per dimezzare, almeno, i tempi di attesa per gli esami. Non è accettabile pagare circa 200 euro un esame endoscopico mentre, in intramoenia, si dovrebbe attendere fine 2024“.

Finite le feste pasquali, cercherò di organizzare presso l’associazione filantropica un incontro con i vertici per conoscere meglio le problematiche del nosocomio e avere delle risposte – conclude – L’ospedale è dei cittadini e tutti, di qualsiasi colore politico, devono remare nella stessa direzione affinché il nosocomio sia efficiente al servizio della comunità“.


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