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Quali sono gli errori più comuni quando si sceglie una password?

La scelta di una password sicura rappresenta uno dei passaggi fondamentali per proteggere i propri account online da accessi non autorizzati. Nonostante l’importanza del tema, gli utenti continuano a commettere errori ricorrenti che espongono dati personali, identità digitale e informazioni sensibili a rischi significativi. Comprendere quali sono gli sbagli più frequenti consente di migliorare la sicurezza complessiva e adottare strategie più efficaci per una gestione delle password realmente protetta.

Utilizzare password troppo semplici

Uno degli errori più comuni riguarda l’uso di combinazioni estremamente facili da indovinare, come “123456”, “password”, il proprio nome o la data di nascita. Queste scelte, seppur comode da ricordare, rappresentano una minaccia concreta per la sicurezza: gli attacchi automatizzati, come il brute force o il credential stuffing, riescono a decifrare rapidamente password banali.

Un’altra abitudine rischiosa consiste nell’utilizzare parole presenti nei dizionari. Gli hacker sfruttano infatti software in grado di testare rapidamente milioni di parole comuni. Per evitare questi rischi, è consigliabile creare password lunghe, complesse e costituite da lettere, numeri e simboli.

Riutilizzare la stessa password su più servizi

Molti utenti commettono l’errore di usare un’unica password per diversi account: social, email, home banking e servizi digitali. Questa pratica amplifica i rischi, poiché una singola violazione può compromettere l’intero ecosistema digitale dell’utente.

Le conseguenze possono essere gravi: accessi non autorizzati, furto di identità, perdita di dati e controllo completo degli account. Una corretta gestione password, ad esempio affidandosi a strumenti dedicati come Proton, che offrono funzionalità gratuite con protezione dell’identità, consente di generare e archiviare credenziali uniche per ogni servizio, riducendo drasticamente le vulnerabilità.

Conservare le password in luoghi insicuri

Un altro errore molto comune consiste nel salvare le password in formati poco protetti: fogli di carta, note del telefono o file non criptati. Sebbene questi metodi appaiano pratici, espongono l’utente a rischi notevoli in caso di smarrimento, furto o semplice accesso non autorizzato al dispositivo. Affidarsi a un password manager permette, invece, di conservare le credenziali all’interno di un archivio cifrato, garantendo sia la sicurezza sia la praticità.

Non attivare l’autenticazione a due fattori (2FA)

Molti utenti trascurano l’importanza dell’autenticazione a due fattori, che rappresenta uno dei sistemi più efficaci per difendere gli account. La 2FA aggiunge un ulteriore livello di protezione richiedendo una verifica aggiuntiva oltre alla password, come un codice temporaneo o una conferma tramite app.

Ignorare questa funzione significa affidare completamente la sicurezza alla sola password, rendendo più vulnerabili i propri profili. Attivarla consente di ridurre significativamente i rischi di accesso illecito.

Creare password troppo corte o prevedibili

La lunghezza di una password complessa incide direttamente sul livello di sicurezza. Molti utenti tendono a creare credenziali brevi o composte da schemi ricorrenti facilmente individuabili tramite attacchi automatici.

Una buona pratica consiste nel creare password di almeno 12–16 caratteri, preferibilmente generate automaticamente tramite un gestore. Questo approccio garantisce una protezione molto più elevata rispetto a soluzioni create manualmente.

Non aggiornare regolarmente le credenziali

Un errore spesso sottovalutato riguarda la mancata revisione periodica delle password. Le credenziali utilizzate per anni, senza cambiamenti, diventano sempre più vulnerabili, soprattutto se sono state esposte in violazioni di dati di terze parti.

Aggiornare periodicamente le password e verificare se sono presenti in database compromessi rappresenta una buona pratica che migliora sensibilmente la sicurezza.


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