AUGUSTA – Un vero e proprio terremoto politico scuote Augusta a poco meno di due mesi dalle elezioni amministrative: Fratelli d’Italia non concederà il proprio simbolo alla ricandidatura a sindaco di Giuseppe Di Mare (nella foto di repertorio in copertina), primo cittadino uscente proprio espressione del partito.
La decisione, che sarebbe maturata ai vertici nazionali e comunicata nella serata del 1° aprile, avrebbe potuto sembrare un “pesce d’aprile” se non fosse stata confermata nelle ore successive e soprattutto ufficializzata dal coordinatore cittadino di Fdi, Rosario Sicari, che ha annunciato contestualmente la sua uscita dal partito, a meno di un anno dal congresso che lo investì.
Nella lettera aperta pubblicata sui social, Sicari racconta: “Ieri sera (1 aprile, ndr) il coordinatore provinciale del partito mi ha comunicato che il dipartimento organizzazione ha stabilito che ad Augusta non sarà concesso l’uso del logo del partito alle prossime amministrative”.
Una scelta definita “priva di qualunque senso e, ancora peggio, di qualsiasi motivazione”, in contrasto, secondo Sicari, con le indicazioni politiche ricevute fino a pochi giorni prima e con il percorso immaginato in quell’ottobre 2023, nel noto resort di Brucoli, in cui insieme al sindaco e ad altri esponenti della maggioranza abbandonò il civismo per aderire a Fratelli d’Italia.
Quindi motiva le dimissioni: “La mia dignità politica, oltre che quella di uomo e di cittadino fedele alla mia città, mi impone di lasciare Fratelli d’Italia”. L’ormai ex coordinatore cittadino, unico consigliere comunale del partito nell’ultimo anno ed ex assessore della giunta Di Mare, conferma comunque la propria ricandidatura a uno scranno a Palazzo San Biagio, rivendicando un percorso politico civico: “Ieri come oggi il mio logo è Augusta”. Una scelta in realtà anticipata, già da diverse settimane, da alcuni dirigenti meloniani che hanno annunciato candidature nelle liste civiche a sostegno del Di Mare bis.
Sulla vicenda è intervenuto il sindaco Giuseppe Di Mare, in prima istanza su sollecitazione della testata online BlogSicilia, intendendo ridimensionare il peso della decisione sul piano politico-amministrativo: “Io non lo so, ma non mi interessa: io mi occupo della città di Augusta, non dei partiti. In questi 5 anni ho governato da solo con la coalizione che mi ha assistito. Dei partiti non mi importa, io devo rispondere agli augustani. Se hanno deciso così, avranno le loro ragioni, ma io andrò avanti insieme a tutta la coalizione allo scopo di amministrare la città”.
Nel centrodestra non mancano i segnali di sostegno alla ricandidatura del primo cittadino. Il deputato regionale Riccardo Gennuso (Forza Italia) ha dichiarato: “Il sindaco Di Mare ha il nostro pieno sostegno: ha governato bene, condividendo insieme a lui delle scelte amministrative importanti”.
Sempre sul fronte politico, il deputato regionale Carlo Auteri (Nuova Dc), che poco meno di un anno fa lasciò Fratelli d’Italia a valle di una acuta polemica interna, attraverso un commento social indirizzato a Sicari, ha espresso solidarietà personale e politica, criticando apertamente le dinamiche interne ai meloniani e liquidando la decisione romana come “solida faida puerile di chi pensa che il partito sia cosa sua“.
Dal versante opposto, le forze del cosiddetto Campo largo, che sostengono la candidatura a sindaco del docente Salvo Pancari, evidenziano ciò che ritengono un segnale politico rilevante. Il segretario cittadino del Partito democratico, Fiorindo Passanisi, in una nota parla di “terremoto politico” e di un sindaco “misteriosamente cacciato da FdI”, rilanciando la proposta alternativa della coalizione, ricomposta appena un mese fa, tra Pd, M5s e Avs.
Anche il gruppo territoriale del Movimento 5 stelle, che annovera quale referente Diego Sinnonio e consiglieri comunali Roberta Suppo e Uccio Blanco, sottolinea la portata della decisione, definendola “un caso politico che colpisce per la sua anomalia: raramente si assiste a una sconfessione così plateale da parte dei vertici nazionali di un partito nei confronti di un primo cittadino in carica“. “Il divieto di utilizzare il simbolo del partito – prosegue la nota dei pentastellati – è, in termini politici, l’equivalente di un “cartellino rosso” che isola il sindaco dalla sua stessa base di riferimento“.
Intanto, mentre la coalizione guidata da Di Mare appare orientata a proseguire con una configurazione a prevalente trazione civica, potendo annoverare i loghi di un solo partito nazionale (Forza Italia) e di un partito regionale (Grande Sicilia), nelle comunicazioni elettorali compare oggi anche un nuovo simbolo, “I love Augusta”.
Insomma, la decisione interna del partito della premier Giorgia Meloni, nel giro di poche ore, ha indotto forte fibrillazione in una campagna elettorale finora sopita.
Augusta verso il voto, Fratelli d’Italia nega il simbolo al sindaco Di Mare: le reazioni
AUGUSTA – Un vero e proprio terremoto politico scuote Augusta a poco meno di due mesi dalle elezioni amministrative: Fratelli d’Italia non concederà il proprio simbolo alla ricandidatura a sindaco di Giuseppe Di Mare (nella foto di repertorio in copertina), primo cittadino uscente proprio espressione del partito.
La decisione, che sarebbe maturata ai vertici nazionali e comunicata nella serata del 1° aprile, avrebbe potuto sembrare un “pesce d’aprile” se non fosse stata confermata nelle ore successive e soprattutto ufficializzata dal coordinatore cittadino di Fdi, Rosario Sicari, che ha annunciato contestualmente la sua uscita dal partito, a meno di un anno dal congresso che lo investì.
Nella lettera aperta pubblicata sui social, Sicari racconta: “Ieri sera (1 aprile, ndr) il coordinatore provinciale del partito mi ha comunicato che il dipartimento organizzazione ha stabilito che ad Augusta non sarà concesso l’uso del logo del partito alle prossime amministrative”.
Una scelta definita “priva di qualunque senso e, ancora peggio, di qualsiasi motivazione”, in contrasto, secondo Sicari, con le indicazioni politiche ricevute fino a pochi giorni prima e con il percorso immaginato in quell’ottobre 2023, nel noto resort di Brucoli, in cui insieme al sindaco e ad altri esponenti della maggioranza abbandonò il civismo per aderire a Fratelli d’Italia.
Quindi motiva le dimissioni: “La mia dignità politica, oltre che quella di uomo e di cittadino fedele alla mia città, mi impone di lasciare Fratelli d’Italia”. L’ormai ex coordinatore cittadino, unico consigliere comunale del partito nell’ultimo anno ed ex assessore della giunta Di Mare, conferma comunque la propria ricandidatura a uno scranno a Palazzo San Biagio, rivendicando un percorso politico civico: “Ieri come oggi il mio logo è Augusta”. Una scelta in realtà anticipata, già da diverse settimane, da alcuni dirigenti meloniani che hanno annunciato candidature nelle liste civiche a sostegno del Di Mare bis.
Sulla vicenda è intervenuto il sindaco Giuseppe Di Mare, in prima istanza su sollecitazione della testata online BlogSicilia, intendendo ridimensionare il peso della decisione sul piano politico-amministrativo: “Io non lo so, ma non mi interessa: io mi occupo della città di Augusta, non dei partiti. In questi 5 anni ho governato da solo con la coalizione che mi ha assistito. Dei partiti non mi importa, io devo rispondere agli augustani. Se hanno deciso così, avranno le loro ragioni, ma io andrò avanti insieme a tutta la coalizione allo scopo di amministrare la città”.
Nel centrodestra non mancano i segnali di sostegno alla ricandidatura del primo cittadino. Il deputato regionale Riccardo Gennuso (Forza Italia) ha dichiarato: “Il sindaco Di Mare ha il nostro pieno sostegno: ha governato bene, condividendo insieme a lui delle scelte amministrative importanti”.
Sempre sul fronte politico, il deputato regionale Carlo Auteri (Nuova Dc), che poco meno di un anno fa lasciò Fratelli d’Italia a valle di una acuta polemica interna, attraverso un commento social indirizzato a Sicari, ha espresso solidarietà personale e politica, criticando apertamente le dinamiche interne ai meloniani e liquidando la decisione romana come “solida faida puerile di chi pensa che il partito sia cosa sua“.
Dal versante opposto, le forze del cosiddetto Campo largo, che sostengono la candidatura a sindaco del docente Salvo Pancari, evidenziano ciò che ritengono un segnale politico rilevante. Il segretario cittadino del Partito democratico, Fiorindo Passanisi, in una nota parla di “terremoto politico” e di un sindaco “misteriosamente cacciato da FdI”, rilanciando la proposta alternativa della coalizione, ricomposta appena un mese fa, tra Pd, M5s e Avs.
Anche il gruppo territoriale del Movimento 5 stelle, che annovera quale referente Diego Sinnonio e consiglieri comunali Roberta Suppo e Uccio Blanco, sottolinea la portata della decisione, definendola “un caso politico che colpisce per la sua anomalia: raramente si assiste a una sconfessione così plateale da parte dei vertici nazionali di un partito nei confronti di un primo cittadino in carica“. “Il divieto di utilizzare il simbolo del partito – prosegue la nota dei pentastellati – è, in termini politici, l’equivalente di un “cartellino rosso” che isola il sindaco dalla sua stessa base di riferimento“.
Intanto, mentre la coalizione guidata da Di Mare appare orientata a proseguire con una configurazione a prevalente trazione civica, potendo annoverare i loghi di un solo partito nazionale (Forza Italia) e di un partito regionale (Grande Sicilia), nelle comunicazioni elettorali compare oggi anche un nuovo simbolo, “I love Augusta”.
Insomma, la decisione interna del partito della premier Giorgia Meloni, nel giro di poche ore, ha indotto forte fibrillazione in una campagna elettorale finora sopita.
Articoli simili