Politica

Approvata nella notte la Tari 2017, seduta consiliare ad alta tensione

AUGUSTA – Sono state approvate in Consiglio comunale, con i soli voti della maggioranza pentastellata, le modifiche al regolamento della Tari e le nuove tariffe per l’anno in corso. Dopo oltre otto ore andate avanti tra sospensioni e continui scambi di accuse tra alcuni consiglieri di maggioranza con quelli di opposizione, dinanzi ai tre revisori dei conti, assenti alla seduta della sera prima poi aggiornata, per la prima volta in aula. Approvazione arrivata poco dopo le ore 3 di questo 1 aprile, a seguito dell’abbandono polemico dell’aula da parte della minoranza per la parola negata dalla presidenza al consigliere Angelo Pasqua, a cui era stato contestato il “tono” utilizzato.

Secondo la maggioranza, si è prodotto un abbattimento medio dell’imposta del 10,6 per cento rispetto agli anni precedenti. “A partire dal 2012, avevamo subito un significativo aumento al quale non era corrisposto, tuttavia, un miglioramento del servizio. Dopo 5 anni, nonostante il dissesto finanziario, siamo riusciti ad ottenere questo primo significativo risultato”, esulta l’assessore all’Ambiente Danilo Pulvirenti. Con le modifiche approvate, alla rimodulazione della classificazione delle utenze e delle tariffe, si sarebbe ottenuto non solo la riduzione della tariffa, ma anche l’introduzione di sgravi fiscali con un sistema di incentivazione basato sui cosiddetti ecopunti, che sono adesso riconosciuti per chi usufruisce del servizio di ritiro degli ingombranti chiamando il numero verde e per chi conferirà la plastica, la carta, il vetro, l’alluminio nell’isola ecologica mobile che a breve girerà per le piazze di Augusta. “Abbiamo alzato lo sgravio fiscale per chi fa il compostaggio domestico riconoscendo il 15 per cento e non solo – ha rivendicato l’assessore –, abbiamo inserito un meccanismo premiante anche per le utenze non domestiche che praticano, ai sensi del recentissimo decreto ministeriale in vigore dal 10 marzo 2017, il compostaggio di comunità, riconoscendo il 15 per cento di sgravio per quelle attività che supportano la lotta allo spreco alimentare, riconoscendo il 10 per cento”. Tutti gli sgravi indicati consentirebbero ulteriori riduzioni per i contribuenti nel 2018.

Alla seduta, oltre ai componenti del collegio dei revisori dei conti e ai responsabili dei settori competenti, ha preso parte il sindaco Cettina Di Pietro, rimanendo in aula fino al termine, la quale afferma: “Questi ultimi due meccanismi incentivanti pongono il Comune di Augusta come pioniere in Sicilia e, probabilmente, in Italia. In più, grazie alla diminuzione dei conferimenti in discarica dovuti agli incoraggianti dati sulla raccolta differenziata, nel mese di marzo, abbiamo superato per la prima volta nella storia di Augusta  il 10 per cento di raccolta differenziata calcolato su tutto il territorio con punte nella zona Isola, dove è partito il porta a porta da soli tre mesi, del 70 per cento“. Il primo cittadino evidenzia gli effetti delle modifiche approvate: “Grazie alle autodenunce che ogni giorno arrivano e che consentono di far emergere il sommerso, siamo riusciti ad abbassare la tariffa a tutte le utenze domestiche e ad alcune utenze non domestiche come studi professionali, bar, negozi di abbigliamento ed altro, aumentando invece utenze non domestiche sul principio “chi più inquina paga”, come nel caso degli stabilimenti industriali“. Quindi ricorda: “Quello che stiamo vivendo è un momento di transizione per tutti: uffici, operatori ecologici, aziende, amministrazione e cittadini, ma lo stiamo vivendo con gioia ed entusiasmo, stiamo tutti partecipando attivamente, comprendendo le difficoltà e condividendole, al fine di raggiungere risultati migliori. Questo è un primo, importante, passo verso il sistema di “tariffa puntuale”, che rimane il nostro obiettivo”.

Tra i punti di contestazione più accesa da parte della minoranza in aula, con in testa i consiglieri Giuseppe Di Mare e Giuseppe Schermi, c’è stato il nuovo documento prodotto in aula intorno alle ore 22,30, con modifiche a penna, essendo il precedente inficiato dall’errore tecnico del mancato computo dell’Iva. Schermi poco prima si era spinto a sostenere che “qualcuno pensa di poter utilizzare lo strumento di tassazione come uno strumento politico, anziché rispettare le norme di legge che danno dei poteri regolamentari ai comuni limitati“. Mentre Di Mare ha evidenziato che in merito alla ridefinizione delle categorie merceologiche il principio della omogeneità debba essere preceduto dalla “conoscenza del territorio“, e, sulla scorta di quanto espresso da Marco Niciforo sui rischi di un’approvazione tardiva delle modifiche dopo la mezzanotte, ha stigmatizzato il fatto che ci si riduca “come sempre all’ultimo giorno a dover prendere queste decisioni“. Ha pure stimolato la risposta del responsabile del terzo settore Franco Lombardi, il quale ha sostenuto che “questa classificazione sia al momento la migliore possibile” e ha precisato che lo studio tecnico è stato il frutto di confronti con la Publiservizi, anche se non verbalizzati. Mentre dal collegio dei revisori dei conti si è chiarito che la valutazione sulle classificazioni è stata di esclusiva natura tecnico-contabile, senza mai entrare nel merito.

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La seduta ha visto infine l’ulteriore rinvio a data da destinarsi del punto relativo a una deliberazione sul bilancio da parte della sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione Siciliana, la numero 292 del 29 novembre 2016, sulla cui mancata trasmissione ai consiglieri lo stesso Schermi aveva sollevato una “questione pregiudiziale” alla discussione del relativo ordine del giorno del 23 marzo.


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