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Augusta, anniversario strage di Capaci, il “no” alle mafie dalle scuole al tempo del Covid

AUGUSTA – 23 maggio 1992, ore 17,57, l’attentato compiuto da Cosa Nostra, sulla A29 nei pressi di Capaci, uccide il magistrato antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, oltre a provocare 23 feriti. Stamani le scuole cittadine, nonostante l’attività didattica venga svolta solo telematicamente per le misure anti-Covid, hanno voluto ricordare gli eroi dell’antimafia e perpetuare il loro esempio con alcune iniziative, di cui riportiamo quelle comunicate alla Redazione.

A cominciare dall’istituto comprensivo “Orso Mario Corbino”, che nel 2016 ha intitolato uno dei plessi (Campolato) a Francesca Morvillo. Cerimonia semplice ma intensa stamani, fortemente voluta dalla dirigente scolastica Maria Giovanna Sergi. Svoltasi nel pieno rispetto delle misure governative vigenti per il contenimento sanitario, non ha potuto vedere il coinvolgimento degli alunni del plesso, come avvenuto negli anni scorsi. Facendo coincidere con il 23 maggio la conclusione delle attività scolastiche di “educazione alla cittadinanza attiva e alla legalità”, nelle cerimonie pre Covid l’istituto comprensivo aveva accolto le testimonianze di alcuni familiari di vittime della mafia, con un abbraccio intorno al “carrubbo della legalità”.

Quest’anno il momento commemorativo, aperto dalla dirigente scolastica, si è svolto proprio nei pressi del carrubbo e ha visto inoltre gli interventi dei volontari locali della Croce rossa italiana, Sonia Spinali e Biagio Tribulato, seguiti dalla donazione da parte dell’Inner Wheel club di Augusta e della stessa delegazione Cri di una targa ricordo. La cerimonia si è conclusa con un minuto di silenzio e col toccante suono della tromba del maestro Gaetano Galofaro, direttore della Banda musicale cittadina (vedi foto di copertina).

Videoconferenza online, articolata in tre turni, per le quinte classi dell’istituto superiore “Arangio Ruiz”, in collaborazione con la sezione siracusana dell’associazione Libera. Coordinato dalla docente Rosanna Bellistri, l’evento ha visto la partecipazione di Giacomo Carpinteri e Aurora Di Grande, volontari di Libera, e di Salvatore Raffa, presidente del Csve (Centro servizi per il volontariato etneo), i quali hanno relazionato partendo da un celebre frase di Giovanni Falcone: “Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere”.

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La dirigente scolastica Maria Concetta Castorina, salutando gli ospiti, ha ricordato come sia doveroso per le comunità scolastiche mantenere sempre vivo il ricordo di chi ha lottato e perso la vita contro la mafia, compiendo il proprio dovere per difendere i principi fissati nella Costituzione. “Il 23 maggio del ’92 è stata una data che ha cambiato la nostra storia, ed è proprio questa una delle tappe obbligate che i giovani devono conoscere, per sensibilizzarli ad emulare i più alti valori civili che guidarono l’operato del giudice Falcone”, ha sottolineato la dirigente, ribadendo con forza che la libertà si conquista anche attraverso la scuola.

Per un breve saluto, è intervenuta Lauretta Rinauro, presidente provinciale di Libera, che ha ricordato l’operato e la lotta contro la cultura mafiosa di don Pino Puglisi, mentre, tra gli altri, è intervenuta anche la studentessa Rachele Pittà di Vat, che ha voluto ricordare la figura di Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato, assassinato in un attentato mafioso.

Il liceo “Megara” si è richiamato alla diciottesima edizione di #PalermoChiamaItalia, la manifestazione promossa dal Miur e dalla fondazione Falcone, che si svolge sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. Lo scorso anno l’iniziativa coinvolse oltre 70 mila giovani di tutte le scuole d’Italia, tra cui c’erano i liceali augustani, che, all’interno di un percorso di “cittadinanza attiva” promosso dal dirigente scolastico Renato Santoro, accolsero a fianco di Maria Falcone la “nave della legalità” al porto di Palermo, conobbero personalmente Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia, con cui conferirono nell’aula bunker, e parteciparono ai cortei palermitani.

Alla luce delle restrizioni per le misure anti-Covid, il tema scelto dalla fondazione Falcone per l’edizione di quest’anno è “Il coraggio di ogni giorno”, con la proposta di “flash mob” attraverso un lenzuolo bianco appeso dalle finestre o dai balconi, come fece una moltitudine di siciliani ventotto anni fa, per dire “no” alla mafie, ricordando anche il coraggio di medici e infermieri e di tutti i cittadini che hanno operato per il bene della collettività colpita dall’attuale pandemia.

Per i liceali augustani collegati in videoconferenza, lo spunto d’apertura della commemorazione telematica è stato la lettura di “È lieve il tuo bacio sulla fronte”, libro edito nel 2013 a firma del magistrato Caterina Chinnici. Si tratta di un’opera scritta a trent’anni dall’omicidio del padre Rocco Chinnici, magistrato a cui peraltro è intitolato il salone di rappresentanza del palazzo municipale, ma soprattutto colui che volle, al suo fianco, i giovanissimi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nella squadra di magistrati che costituirà il primo pool antimafia.

Gli studenti delle classi quinte sezioni BL e AC, con dedizione, hanno realizzato due video che intendono rappresentare anche una ricostruzione con tanto di documentazione dell’ “antefatto” della strage di Capaci, nel merito, gli omicidi per mano mafiosa di Rocco Chinnici, appunto, del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e di Pio La Torre. “Quasi come nella corsa a staffetta si susseguono eroi”, commenta uno dei liceali nel video-documento montato. Con il loro impegno, i giovani desiderano fugare il rischio che “l’informazione sulla mafia sia destinata a disperdersi in diversi rivoli”, come affermano in uno dei videoclip, mentre studentesse del quinto anno dell’indirizzo linguistico della scuola, con sguardo consapevole, ricordano come “la cultura è libertà“.


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