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Augusta, celebrato il Festival nazionale della filosofia attiva. Pricone: “Riportata la filosofia nelle piazze”

AUGUSTA – “Augusta: L’isola del tesoro” è il titolo che “Nuova acropoli” di Augusta, sezione cittadina dell’associazione di filosofia, cultura e volontariato, ha voluto dare alla prima edizione del Festival nazionale della filosofia attiva. E veramente un’isola del tesoro si è dimostrata Augusta, tornata ad essere fruita in diversi dei suoi spazi storici, per gli incontri proposti per l’evento a cavallo dello scorso fine settimana.

La cittadinanza ha partecipato numerosa ed entusiasta alle attività, a partire dagli studenti dell’istituto superiore “Arangio Ruiz”, che si sono messi in gioco tra prove di coraggio, gentilezza, fiducia e una “escape room” davvero esplosiva nella gara di orienteering che ha avuto luogo sabato pomeriggio tra le vie del centro storico. Gara seguita da un itinerario proposto per la sera tra le piazzette di San Domenico e Belvedere, dove alcuni filosofi in costume e il gruppo Augustafolk si sono esibiti in performance culturali e artistiche per i numerosi astanti (nella foto di copertina).

Domenica mattina la villa comunale è diventata protagonista di giochi ecologici per i più piccini e veri e propri laboratori di psicologia e di ecologia per gli adulti. Alcuni partecipanti sono stati, inoltre, invitati a “donare” un aforisma che sarebbe stato poi “pescato” da uno sconosciuto in occasione dell’appuntamento di chiusura del lunedì al tramonto, quando si è tenuta anche la presentazione del laboratorio di filosofia attiva, svolto nel lato ovest della villa comunale tra le aiuole dinanzi al monumento dedicato a Umberto I. L’area è stata adottata alcuni anni fa dalla stessa associazione “Nuova acropoli”, che se ne occupa con costanza e dedizione.

Abbiamo voluto riportare la filosofia tra la gente, nelle piazze, come ai tempi di Socrate”, così ha commentato la tre giorni di iniziative Adriana Pricone, presidente dell’associazione. “E la gente – ha aggiunto – ha risposto numerosa, sintomo che c’è una forte esigenza, da parte di tutti, di ritornare a porsi le domande fondamentali: chi sono, da dove vengo, verso dove sto andando. C’è bisogno di ritornare a fare filosofia nel senso più bello e profondo del termine, cioè quello di filo-sophos, amore per la saggezza e per la conoscenza”.


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