Augusta, ciclista investito e morto sulla Sp 3: patteggiamento a due anni, pena sospesa
AUGUSTA – Si è concluso con una sentenza di patteggiamento a due anni di reclusione, con sospensione condizionale della pena, il procedimento penale per la morte di Giuseppe Riera, il ciclista augustano deceduto il 31 gennaio 2025 all’età di 73 anni, a seguito delle gravi lesioni riportate nell’incidente stradale avvenuto nella mattina del 14 novembre 2024 sulla Sp 3 Augusta-Villasmundo, in contrada Vignali.
Riera, capoturno in pensione della raffineria Esso, era stato soccorso e trasportato all’ospedale “Cannizzaro” di Catania, era stato successivamente trasferito in una struttura specializzata di Bologna, dove è deceduto. La sua scomparsa aveva suscitato profondo cordoglio in città, lasciando nel dolore la moglie, i figli e i nipoti.
La sentenza, pronunciata e depositata il 23 luglio scorso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, riguarda E.S., 46 anni, donna residente ad Augusta, alla guida dell’autovettura coinvolta nel sinistro. Oltre alla pena detentiva, della quale è stata disposta la sospensione condizionale, il provvedimento prevede la sospensione della patente di guida per un anno.
La decisione è intervenuta a seguito della richiesta di applicazione della pena formulata dalla difesa dell’imputata, con il consenso del pubblico ministero, secondo il procedimento previsto dall’articolo 444 del Codice di procedura penale, comunemente noto come patteggiamento. Il giudice ha ritenuto congrua la pena concordata, escludendo la sussistenza dei presupposti per una pronuncia di proscioglimento sulla base degli atti utilizzabili.
Il procedimento era approdato alla fase dell’udienza preliminare dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica di Siracusa, di cui avevamo dato notizia lo scorso aprile. Alla conducente erano stati contestati l’omicidio stradale aggravato, anche in relazione alla fuga dopo l’impatto, e la violazione degli obblighi di fermarsi e prestare assistenza previsti dal Codice della strada.
Secondo la ricostruzione contenuta nel capo d’imputazione, la donna, mentre percorreva la provinciale in direzione Augusta, avrebbe effettuato una manovra di sorpasso della bicicletta condotta da Riera, urtando con lo specchietto retrovisore destro dell’auto l’appendice sinistra del manubrio. La Procura aveva contestato il sorpasso in un tratto in cui vigeva il divieto, in corrispondenza della linea continua, senza il mantenimento della dovuta distanza di sicurezza, nonché una velocità stimata in almeno 75 km/h, a fronte del limite di 60 km/h. La conducente, secondo l’accusa, non si sarebbe fermata dopo l’incidente per prestare soccorso al ciclista.
Nella determinazione della pena concordata, come ricostruito nella motivazione della sentenza, sono stati considerati diversi elementi attenuanti. In particolare, il giudice ha riconosciuto l’integrale risarcimento del danno nei confronti delle persone offese, comprese le spese legali sostenute, nonché le attenuanti generiche, tenendo conto del comportamento processuale collaborativo dell’imputata. La pena, calcolata considerando anche la violazione degli obblighi di fermarsi e prestare assistenza, è stata infine ridotta per il rito del patteggiamento fino ai due anni di reclusione concordati. La concessione della sospensione condizionale è stata motivata anche con l’incensuratezza della donna e con una valutazione favorevole circa la sua futura astensione dal commettere ulteriori reati.
Si chiude così, con una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti e senza lo svolgimento di un dibattimento, una vicenda giudiziaria iniziata quasi due anni fa.



















