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Augusta, concorso Unitre, oggi il tema nelle scuole. Ultima lezione con Patrizia Maiorca e Filippo Tringali sul valore del mare

AUGUSTA – Folta platea tra studenti, docenti e soci dell’associazione “Unitre” di Augusta, per la quarta e ultima tavola rotonda del progetto-concorso “Essere cittadino oggi”, realizzato in collaborazione con le dirigenze scolastiche del Liceo “Megara” e dell’Istituto superiore “Arangio Ruiz”, che ne ospita gli incontri nell’aula magna, e grazie al partenariato con la Sonatrach. Ed oggi i quaranta studenti ammessi per istituto svolgeranno nelle rispettive scuole l’elaborato richiesto per la partecipazione al concorso.

L’ultimo incontro, tenuto il 21 marzo, ha avuto per oggetto “Noi e l’ambiente in cui viviamo: prospettive per una vita più sana” e ha visto come relatori l’istruttore subacqueo augustano Filippo Tringali e la campionessa di immersioni in apnea, la siracusana Patrizia Maiorca, figlia del compianto apneista Enzo, più volte detentore del record mondiale di immersione in apnea.

A fare gli onori di casa, come di consueto, il presidente dell’Unitre di Augusta, Giuseppe Caramagno, il moderatore Salvo Cannavà e la responsabile del progetto, Anna Lucia Daniele.

La relazione di Filippo Tringali si è basata sulla rinaturalizzazione delle aree sottomarine nelle quali si evidenziano distruzione di interi habitat sia riproduttivi che di accrescimento, distruzione di segmenti della catena trofica, perdita della biodiversità.

Ciò comporta – ha spiegato l’esperto in acquacoltura offshore – perdita di posti di lavori e di professionalità con una fortissima impronta sociale e culturale del nostro Paese, nonché la riduzione dell’attrazione turistica. Per favorire il rilancio del settore della pesca si sta cercando di attuare azioni mirate a preservare e sviluppare la fauna e la flora acquatiche“.

Le barriere artificiali dissuasive antistrascico, per esempio, essendo realizzate su fondali marini mobili, costituiscono delle azioni che si integrano con l’habitat marino, determinando effetti positivi a livello biologico, ecologico ed economico – ha detto Tringali – Tali strutture rappresentano anche una possibile soluzione ai problemi del recupero ambientale dei fondali degradati da uno sforzo di pesca troppo intenso, da fenomeni di eutrofizzazione e da un eccessivo apporto detritico. Le barriere, oltre ad offrire ai pesci rifugio e protezione, forniscono anche nuove fonti alimentari. Infatti, dopo un certo tempo in acqua, si ricoprono di organismi viventi, accresciutisi a partire da spore e larve che, una volta insediate, danno origine rispettivamente ad alghe e ad animali. Questi rappresentano il primo anello delle catene alimentari. Tali barriere di produzione favoriscono, di conseguenza, incrementi di produzione di specie ittiche”.

È poi intervenuta Patrizia Maiorca, presidente del consorzio Area marina protetta del Plemmirio, luogo del cuore per i siracusani, illustrando con una serie di aneddoti il proprio amore per il mare. Da quando, da bambina, giocando con il padre e, soprattutto, con la sorella Rossana, “le gare a chi raccoglie più scheletri di ricci diventarono presto gare a chi scende più a fondo”. La sua assidua frequentazione del mare, sia in superficie che in profondità, sia con autorespiratore che in apnea, l’ha portata a rendersi conto di quanto oggi il mare sia in pericolo, di come sia un ammalato gravissimo. “Cerco quindi, nel mio piccolo – ha affermato Patrizia Maiorca – di dare voce al grido di aiuto che si alza dal mare”.

Ha poi raccontato di quando nel 2012 è stata madrina, con un’immersione in apnea, di una mostra di fotografie subacquee installata sulla petroliera Milford Haven, colata a picco nel 1991 davanti ad Arenzano. E con un pizzico di commozione ha mostrato il video della statua in bronzo rappresentante una sirena che è stata dedicata alla sorella Rossana, anche lei campionessa mondiale di apnea, prematuramente scomparsa. La statua, realizzata dell’artista Pietro Marchese, si trova nelle acque dell’Area marina protetta del Plemmirio, ad una profondità di circa 20 metri.

A conclusione del suo intervento, Patrizia Maiorca ha lanciato un accorato appello ai giovani studenti, rimasti in religioso silenzio ad ascoltare ammirati i suoi racconti. “Non occorre essere apneisti per godere della bellezza del mare – ha concluso – Il mare con la sua potenza rende vivo tutto ciò che in esso si trova. Basta guardare il mare per cacciare via brutti pensieri. È la natura tutta che fa del bene agli uomini, la natura è forte. Se noi uomini riuscissimo a smettere di danneggiarla, la natura potrebbe riprendersi. Ognuno di noi deve farsi carico delle stato di salute del mare e di tutta la natura”.

Dopo il riepilogo di fine serata del moderatore Cannavà, la docente Daniele, responsabile del progetto, ha fatto il punto sul concorso: “Concluso il ciclo delle tavole rotonde, i ragazzi dovranno partecipare al concorso che ne deriva. Sulla base di quanto ascoltato durante i quattro incontri e su una traccia elaborata da un’apposita commissione, gli studenti ammessi al concorso saranno impegnati nello svolgimento di un tema, la cui data è stata fissata per venerdì 29 marzo. I tre temi migliori per ciascun istituto saranno premiati grazie al partenariato con Sonatrach Raffineria Italiana”.

(Nella foto in evidenza, da sx: Giuseppe Caramagno, Patrizia Maiorca, Filippo Tringali, Anna Lucia Daniele)


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