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Augusta, corale “Anthea Odes” torna alla ribalta provinciale dopo due anni di stop

AUGUSTA – È tornata a esibirsi, dopo quasi due anni di sosta a causa della pandemia, la Corale polifonica di Augusta “Anthea Odes“, inserita nel cartellone virtuale di “Nativitas Italia”, un grande progetto di rete della coralità italiana (Feniarco, Federazione nazionale italiana associazioni regionali corali) tra l’inizio dell’Avvento e l’Epifania.

Sabato 18 dicembre nella chiesa Madre di Rosolini, la corale diretta da Maria Grazia Morello, insieme ad altre realtà della provincia, è stata ospite del coro “Libere Armonie” alla seconda delle cinque rassegne natalizie provinciali e interprovinciali organizzate dall’Arscori (Associazione regionale cori siciliani).

Mercoledì 22 dicembre la corale è tornata a esibirsi in città, nella chiesa di San Domenico (vedi foto di copertina), in centro storico. Su invito della sezione locale della Fidapa, presieduta da Anna Maria Imprescia, il concerto dal titolo “Silenzio di neve”, inserito nel cartellone comunale “Natale ad Augusta”, ha suscitato intense emozioni in un pubblico numeroso e caloroso, coinvolto dal repertorio vario e brillante con brani in prima esecuzione appositamente preparati nei precedenti mesi di trepidante attesa. La sera di giovedì 23 dicembre, antivigilia di Natale, la corale ha riproposto il concerto nella chiesa di San Giuseppe Innografo, al Monte, alla presenza di quanti hanno atteso il ritorno della corale decretando il successo della serata.

A conclusione del cammino di avvicinamento al Natale, fra tradizione e innovazione, la corale si è esibita anche al teatro “Garibaldi” di Avola, per l’ormai consueto evento all’interno del cartellone comunale “Natale avolese”.

Un ringraziamento a padre Marcellino, amministratore della chiesa Madre di Augusta, a don Giuseppe Mazzotta parroco della chiesa di San Giuseppe Innografo di Augusta, all’amministrazione comunale di Augusta e all’amministrazione comunale di Avola – riferisce il presidente della corale, Giuseppe Di Gaetano Dopo quasi due anni di difficoltà non si poteva ricominciare in modo migliore, augurandosi sempre di incontrare l’amore del pubblico, la grande ricompensa per una corale polifonica amatoriale“.


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