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Augusta, Coronavirus, finalmente sottoposto al tampone a quasi 40 giorni dal rientro. Oltre trecento “isolati” in attesa

AUGUSTA – Stamani, finalmente, dopo circa 38 giorni d’attesa e dopo l’appello anche tramite la nostra testata, il giovane operaio augustano Mirko Saraceno è stato sottoposto al primo tampone nella tenda pre-triage adiacente al pronto soccorso del “Muscatello” (nella foto di repertorio in copertina).

Saraceno, lo scorso mese di gennaio, si recò a lavorare in trasferta al nord Italia. Dopo quasi due mesi, il 16 marzo, è tornato in città, ha seguito tutte le indicazioni diramate dagli organi istituzionali, si è messo in isolamento a casa sua, ha fatto allontanare per motivi precauzionali moglie e figlio, ma dalla scadenza della quarantena obbligatoria fiduciaria di 14 giorni ha atteso a lungo la convocazione telefonica da parte dell’Asp per sottoporsi al tampone, bramando di poter riabbracciare la famiglia e di poter tornare al lavoro.

Un limbo, senza aver mai accusato sintomi collegabili al Covid-19, da cui sta venendo fuori solo in questi ultimi giorni, anche se adesso attende l’esito del tampone che sarà processato dal Laboratorio analisi dell’ospedale “Umberto I” di Siracusa.

Ricordiamo che, come confermato dall’ultima ordinanza del presidente della Regione siciliana, la numero 17, “chiunque faccia ingresso in Sicilia ha l’obbligo di registrarsi sul sito internet www.siciliacoronavirus.it, compilando integralmente il modulo informatico previsto; rendere immediata dichiarazione attestante la presenza nell’Isola (comunicandone compiutamente l’indirizzo) al proprio Medico di medicina generale o al Pediatra di libera scelta, al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale competente per territorio nonché al proprio Comune di residenza o domicilio”. E al Comune di Augusta ne risultano circa quattrocento.

I soggetti rientrati da altra regione devono “permanere in isolamento obbligatorio presso la propria residenza o domicilio, adottando una condotta improntata al distanziamento dai propri congiunti e/o coabitanti, curando di areare più volte al giorno i locali dell’abitazione”, “non possono ricevere visite” ma “è ammesso soltanto l’accesso di badanti e personale sanitario, a condizione che vengano adottate tutte le precauzioni e le cautele utili a evitare il contagio”. Quindi, “i soggetti in isolamento sono sottoposti a tampone rinofaringeo alla conclusione del termine di quarantena”. Ma la pregressa carenza di reagenti e i pochi laboratori autorizzati dalla Regione (per la provincia di Siracusa, due a Siracusa e Avola più un terzo a Catania per una quantità limitata) sta facendo procedere le aziende sanitarie a rilento.

Dopo aver dato spazio al caso emblematico di Mirko Saraceno, abbiamo ricevuto ulteriori segnalazioni da parte di augustani rientrati da altre regioni, che attendono da ben oltre i 14 giorni di isolamento domiciliare obbligatorio, chi la convocazione telefonica, chi l’esito dell’esame del tampone rinofaringeo. Al sindaco Cettina Di Pietro sarebbero stati comunicati, a stamattina, gli esiti di soli 18 tamponi, tutti negativi, mentre ne sarebbero stati eseguiti circa un centinaio. La direzione sanitaria dell’Asp ha promesso un netto incremento del numero degli esami. E, stando ai numeri resi noti, sarebbero circa trecento i cittadini che vi si devono ancora sottoporre.


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