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Coronavirus nel Siracusano, 3 decessi nelle ultime 24 ore. L’Asp: ecco il “vero” tasso di mortalità

SIRACUSA – Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati in Sicilia sono 65.165 (+3.015 rispetto a ieri), su 63.626 persone: di queste sono risultate positive 2.981 (+55), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.320 (+19), 443 sono guarite (+31) e 218 decedute (+5).

Degli attuali 2.320 positivi, 493 pazienti (-17) sono ricoverati, di cui 32 in terapia intensiva (-2), mentre 1.827 (+36) sono in isolamento domiciliare.

Ecco la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 119 (18, 19, 10); Catania, 721 (93, 128, 77); Enna, 316 (155, 56, 25); Messina, 397 (98, 83, 45); Palermo, 360 (70, 48, 27); Ragusa, 71 (4, 6, 6); Siracusa, 97 (49 ricoverati, 81 guariti, 22 deceduti); Trapani, 110 (6, 20, 5).

Rispetto a ieri, si registrano quindi 7 ricoverati in meno, ma 3 deceduti in più, a fronte di un numero elevato ma inalterato nelle ultime ventiquattr’ore di guariti. Fin qui i dati trasmessi dalla Regione siciliana all’Unità di crisi nazionale questo pomeriggio alle ore 17.

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Proprio sui dati epidemiologici, l’Asp di Siracusa attraverso un lungo e polemico (rispetto a certe ricostruzioni circolate) comunicato stampa ha fornito diverse precisazioni sui processi per ottenere il tasso standardizzato della mortalità da Covid-19 in provincia.

Rapportando il numero di decessi al vero totale (comprensivo dei guariti e degli stessi deceduti) – precisa l’Azienda – ecco che i numeri ritornano alla loro dimensione scientifica ed oggettiva e crollano dal 19,6% al 9,6%, ben sotto la media nazionale“. Inoltre bisognerebbe “correggere i dati per l’indice di vecchiaia. Tutti sappiamo infatti che il Covid-19 colpisce soprattutto la terza età, e il sesso maschile. E gli addetti ai lavori sanno che Siracusa ha un indice di vecchiaia tra i maschi più alto della media siciliana. Correggendo i dati per indice di vecchiaia ecco che il dato (…) continua a crollare sempre più, fino ad appiattirsi sulla media regionale“.

Inoltre l’Asp evidenzia la differenza del concetto di “mortalità” con quello di “letalità”, “che esprime invece il grado di virulenza del virus, che, una volta corretti i dati per indice di vecchiaia, è pressoché identico in tutta l’Isola“. Sottolinea che si dovrebbe “ricorrere non alle proporzioni, ma ai tassi, come ad esempio il numero di decessi ogni 100.000 abitanti per il periodo di osservazione“: seguendo questo criterio “Siracusa ha un tasso di 4,7 decessi ogni 100.000 abitanti, in linea col tasso medio siciliano standardizzato, mentre Catania ha un tasso di 6,8, Messina di 7,02 ed Enna di 15,2“.

L’Azienda rivendica infine, ancora una volta, “i risultati positivi che pongono la Asp di Siracusa tra le migliori in Sicilia, a partire proprio dai tassi di guarigione, a testimoniare che probabilmente, nonostante gli errori (commessi del resto in tutto il Mondo) l’organizzazione sanitaria ha complessivamente retto a Siracusa“.


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