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Augusta, Covid, impennata da dieci contagi al giorno. La prospettiva “zona rossa” spiegata

AUGUSTA – Sono 110, a ieri, gli attuali positivi al Covid-19 nel territorio comunale. Un’impennata di contagi, pari a un incremento di 43 positivi in quattro giorni, che, secondo “proiezioni” accennate dal sindaco Giuseppe Di Mare (nella foto di repertorio in copertina, ndr) in un’intervista radiofonica rilasciata stamani, potrebbe proseguire. Da oggi è scattata la “zona arancione” regionale per il più severo decreto-legge del 13 marzo (efficace nel periodo dal 15 marzo al 6 aprile) che ha trasformato tutte le regioni “gialle”, come la Sicilia (ieri decima per contagi), in “arancioni”, con le note misure già in vigore dal 10 al 31 gennaio. La questione, sollevata dalla dichiarazione di sabato scorso nel videomessaggio social da parte del sindaco (“rischiamo di andare in zona rossa“), è la seguente: Augusta e l’eventualità della “zona rossa” comunale e/o della chiusura delle scuole.

Nello stesso provvedimento del governo Draghi è altresì individuato il criterio della “incidenza cumulativa settimanale” superiore allo 0,25 per cento di contagiati (rispetto alla popolazione) per l’adozione di ulteriori restrizioni per le regioni (a mezzo ordinanza del ministro della Salute), per le province o per aree più piccole (a mezzo ordinanza del presidente della Regione, in relazione a queste ultime, “nelle aree in cui la circolazione di varianti di Sars-Cov-2 determina alto rischio di diffusività o induce malattia grave”). Resta in capo ai sindaci la facoltà di interdire a scopo precauzionale le attività didattiche in presenza in una o più scuole del territorio comunale, previa acquisizione di parere tecnico da responsabile sanitario Asp.

In provincia di Siracusa, si prendano ad esempio due provvedimenti di ulteriori restrizioni rispetto alla “zona” regionale: il comune di Portopalo di Capo Passero dichiarato “zona rossa” (dal 12 al 26 marzo) con contestuale chiusura delle scuole (dal 15 al 20 marzo) per ordinanza del presidente della Regione siciliana, una volta acquisite lettera del sindaco, nota dell’Asp di Siracusa e, per quanto riguarda le scuole, la relazione settimanale dell’Osservatorio epidemiologico regionale (Asoe); il comune di Melilli, nel quale il sindaco ha adottato ordinanze di interdizione dell’attività didattica in presenza di quasi tutte le scuole, a seguito di un “tavolo tecnico interistituzionale” in cui si è tenuto conto non solo degli attuali positivi ma anche degli “isolamenti da contatto”. Nel primo caso una zona rossa per due settimane ai sensi del Dpcm Draghi del 2 marzo, che comprende tra l’altro il divieto di accesso e allontanamento dal comune, il divieto di circolazione assoluto, se non per comprovati motivi di lavoro, necessità o salute. Nel secondo caso si tratta dell’interdizione, per mezzo di ordinanza sindacale contingibile e urgente, dal 12 al 20 marzo dell’attività didattica in presenza per alcune scuole, di parchi e strutture sportive comunali, l’introduzione del divieto di stazionamento.

Il sindaco Di Mare ha fatto sapere stamani che è già in fase di valutazione la chiusura delle scuole. “Ci sono dei cluster nelle scuole, ci sono delle classi in isolamento, la situazione è monitorata costantemente sia con i dirigenti scolastici ma anche con l’Asp“, aveva confermato sabato scorso. Come ha dichiarato il primo cittadino, “se per una settimana manteniamo i dati di oggi (sabato 13 marzo, ndr), rischiamo di andare in zona rossa“. Qui il riferimento all’incidenza cumulativa settimanale tenuta in considerazione dalla Regione, rispetto alla quale la soglia per Augusta sarebbe pari a circa 86 nuovi positivi settimanali, se rileva l’ultimo aggiornamento parziale Istat della popolazione (34.494 abitanti, ad ottobre 2020). Allora tra pochi giorni potrebbe essere lo stesso sindaco, di concerto con l’Asp, a valutare la richiesta al governo regionale di una “zona rossa” secondo Dpcm o, forse ancor prima, l’adozione di un’ordinanza sindacale di chiusura delle scuole con possibilità di ulteriori divieti.


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