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Augusta, la fiaccolata dell’orgoglio cristiano attraversa il centro storico

AUGUSTA – Alle 17,15 di sabato, in piazza Castello, di fronte al monumento in memoria dei soldati caduti durante la Prima guerra mondiale, erano già numerosi i fedeli che frequentano la parrocchia di San Sebastiano in Sant’Andrea, pronti, con le fiaccole in mano, per testimoniare la protesta pacifica contro una corrente di blasfemia, sbandierata per satira artistica, che offende i valori fondanti e più sacri della religione cristiana tout court, cioè senza distinzioni fa cattolicesimo, protestantesimo o ortodossia.

Per chi non lo sapesse, in una galleria d‘arte romana, è stato esposto un manifesto, poi rimosso a seguito del polverone, in cui è evidente l’immagine di Gesù, con il profilo di fallo eretto e un bambino in ginocchio, che suscita un’indubbia suggestione di pedofilia (“opera” già apparsa nell’estate del 2017 sulle pensiline delle fermate bus nella capitale). Sta circolando pure un film brasiliano, prodotto da una nota piattaforma internazionale di contenuti online, nel quale Gesù è rappresentato come omosessuale, circondato da dodici ubriaconi. Sono immagini che provocano senza dubbio grave turbamento ai credenti e, probabilmente, anche nei non credenti generano moti di fastidio.

Contro queste immagini così evidentemente offensive, è stata organizzata nello stesso sabato 25 gennaio una manifestazione in piazza Santi Apostoli a Roma per “l’identità cristiana”, da una rete di associazioni cristiane, iniziativa denominata all’inglese “Christian day”. La fiaccolata augustana è stata svolta quasi in contemporanea con l’analoga iniziativa romana, organizzata in loco e guidata dal nuovo parroco di “San Sebastiano in Sant’Andrea”, don Paolo Pandolfo, 54enne, originario di Sortino, che fa parte del movimento ecclesiale cattolico “Rinnovamento dello Spirito”, che aveva invitato per tempo tutti gli altri parroci di Augusta a partecipare all’iniziativa.

Gli altri parroci non hanno aderito. Pandolfo è stato lasciato solo con i suoi parrocchiani, ma lui l’aveva messo in conto. L’aveva già annunciato in un’omelia domenicale. Alle 17,30, puntualmente, la processione pacifica di protesta è partita ed è sfilata per la via Principe Umberto: don Paolo, chitarra a tracolla, guidava i canti e le preghiere, affermando solennemente l’orgoglio cristiano, provocando la curiosità dei pochi avventori presenti in quel momento nei bar e nei negozi. Dopo una lunga sosta nei pressi di piazza Duomo, a causa d’un’autobotte che riforniva d’acqua una delle abitazioni colpite dall’emergenza idrica di questa settimana, la processione s’è conclusa nella chiesa di Sant’Andrea, dove, poco dopo, don Paolo ha celebrato la messa. Da noi sentito, il sacerdote ha detto che ogni anno ripeterà l’iniziativa.


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