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Augusta, misure anti-Covid, il consigliere Triberio al sindaco: “Chiudere precauzionalmente anche scuole dell’infanzia”

AUGUSTA – Sicilia “zona arancione” per ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, con ulteriori restrizioni disposte dall’ordinanza del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, entrambi i provvedimenti efficaci dal 10 gennaio. Con la facoltà per i sindaci di rafforzare con propria ordinanza le misure preventive in particolare nella direzione della riduzione del rischio di assembramenti, facoltà di cui diversi primi cittadini anche in provincia si sono avvalsi. Il consigliere comunale di opposizione Giancarlo Triberio (nella foto di repertorio in copertina, ndr), capogruppo di “Nuovo patto per Augusta” nonché esponente locale di Articolo uno (partito del ministro Speranza), interviene con una proposta in merito alla sospensione della didattica in presenza per le scuole e una critica sull’iniziativa comunale per la distribuzione delle mascherine nella settimana al via.

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La gravità del momento – ricorda il consigliere – è sancita dall’ordinanza regionale (la numero 5 dell’8 gennaio 2021), integrativa ai provvedimenti ministeriali già vigenti, firmata dal presidente Musumeci, che, al fine di contenere l’incontrollata diffusione del virus, dispone, in riferimento alla scuola, l’attuazione della Dad (didattica a distanza) fino al 31 gennaio per la secondaria di secondo grado (scuole superiori) e, intanto, fino  al 16 gennaio, per la secondaria di primo grado (scuole medie) e per la primaria (scuole elementari), lasciando, però, incomprensibilmente, escluse da qualsiasi provvedimento cautelativo quelle dell’infanzia“.

Il sindaco può, come già fatto in altri comuni e come da me ufficialmente chiesto – asserisce Triberio – decidere responsabilmente in merito alla sicurezza dei suoi cittadini e chiudere precauzionalmente anche le scuole dell’infanzia fino al 16 gennaio coerentemente a quanto già deciso per gli altri ordini scolastici“.

Evitare qualsiasi tipo di assembramento, in quanto possibile focolaio di contagio, non solo nelle scuole, è compito dell’amministrazione comunale che, però – contesta – sembra pericolosamente sottovalutarne il rischio, tanto da stabilire dei luoghi di ritrovo per la distribuzione delle mascherine, senza alcun ordine o elenco predisposto, invitando, per il ritiro, i cittadini ad uscire in un momento particolare, rischioso e di difficoltà per tutta la comunità durante il quale, al contrario, si dovrebbe impedire e limitare gli spostamenti per evitare inutili e pericolose occasioni di stazionamento e di raggruppamento“.

Farsi apprezzare mostrandosi sempre benevoli e accondiscendenti – conclude il consigliere di opposizione – è un modo tanto semplicistico quanto, a lungo termine, pericoloso per il bene comune, che, invece, in un momento delicato come questo che stiamo vivendo, necessiterebbe di un referente autorevole, in grado di prendersi responsabilità e di assumersi, all’occorrenza, i rischi di decisioni, anche non piacevoli, ma assolutamente necessarie“.


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