Politica

Augusta nella richiesta di area di crisi industriale complessa. Sindaco: “Opportunità unica, altrimenti il baratro”

AUGUSTA – Ieri, nella sede aretusea della Camera di commercio, la Regione ha presentato il dossier sul petrolchimico del Siracusano per richiedere al Ministero dello Sviluppo economico (Mise) il riconoscimento di “area di crisi industriale complessa“, come già avvenuto per i poli industriali di Termini Imerese e Gela. Abbiamo raccolto stamani le dichiarazioni del sindaco Giuseppe Di Mare, dal momento che nel territorio di Augusta, uno degli undici comuni sottoscrittori, insistono gli importanti stabilimenti di Sonatrach e Sasol oltre che la sede dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale.

Dal mese di maggio a ieri è stato fatto un gran lavoro di condivisione e collaborazione“, ricorda il sindaco di Augusta riferendosi a tutte le parti coinvolte. “Si parla di un’opportunità unica per il nostro territorio che non si può perdere, altrimenti il rischio del baratro è dietro l’angolo“, sostiene.

Alla domanda se è davvero possibile una riconversione “green” del quadrilatero industriale Siracusa-Augusta-Priolo-Melilli, risponde: “C’è una volontà comune, da parte di tutti, di fare questa riconversione industriale e quindi bisogna mettere tutti nelle condizioni di poter operare“.

E sulle bonifiche? “Tema principale di questa provincia – asserisce il primo cittadino di Augusta – continuano a essere  le bonifiche e ieri il presidente Musumeci da questo punto di vista è stato forte, chiaro e determinato“.

Proprio il governatore, in occasione dell’incontro romano con il ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, un mese fa, aveva chiesto al governo centrale “un intervento risolutivo e coraggioso sulla bonifica della rada di Augusta, ormai da troppo tempo oggetto di studi ed analisi da parte dell’Ispra non più tollerabili“.

Ecco qui di seguito la videointervista al sindaco Giuseppe Di Mare.

Ieri il presidente della Regione ha detto: “Con la presentazione del dossier, concludiamo un percorso e ne apriamo un altro, con il governo nazionale. La Regione siciliana ha fatto la sua parte, con l’indispensabile collaborazione delle organizzazioni datoriali e di quelle sindacali, delle istituzioni, della Camera di commercio, dell’Autorità portuale e delle aziende di tutte le dimensioni. Adesso sosterremo con forza a Roma questa esigenza, perché senza il riconoscimento e le conseguenti risorse finanziarie sarebbe difficile pensare di accompagnare il processo di riconversione e stimolare nuovi investimenti“.

Lo scorso maggio, il protocollo d’intesa per il Siracusano è stato sottoscritto dalle aziende interessate (Isab srl – Gruppo Lukoil, Sonatrach Raffineria Italiana srl, Sasol Italy spa, Versalis spa, Erg srl, Air Liquide Italia spa), ma anche da Confindustria Sicilia, dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale, dalla Camera di commercio del sud-est, dai rappresentanti dei comuni di Augusta, Avola, Canicattini Bagni, Cassaro, Ferla, Floridia, Melilli, Priolo Gargallo, Siracusa, Solarino e Sortino e dalle rappresentanze sindacali regionali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

Il riconoscimento di “area di crisi industriale complessa” è previsto per territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, non risolvibili con risorse e strumenti di sola competenza regionale (vedi scheda del Mise). Viene richiesta pertanto al Ministero l’attuazione di politiche e programmi per la reindustrializzazione e riconversione mediante la stipula di appositi Accordi di programma di adozione dei Prri, acronimo che sta per Progetti di riconversione e riqualificazione industriale, elaborati da Invitalia.


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