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Augusta, nuovo record di positivi al Covid. A rischio “zona arancione”?

AUGUSTA – Nel giorno in cui la Sicilia diventa “zona gialla” per ordinanza del ministro della Salute (uso obbligatorio delle mascherine all’aperto, nella regione praticamente già in vigore dal 18 novembre), ad Augusta come in altri comuni del Siracusano si configura l’ipotesi di ulteriori restrizioni necessarie al contenimento sanitario della quarta ondata della pandemia di Covid-19.

Ieri si è registrato il nuovo “picco” storico comunale di positivi, con 383 attuali positivi (di cui 7 ricoverati in terapia ordinaria) a fronte del precedente record di 309 registrato il 29 agosto scorso, ma già con i tamponi processati oggi il numero potrebbe essere superiore. A causa della rapidità dell’incremento di contagi, dovuta presumibilmente alla super infettiva variante Omicron, secondo fonti Asp, nella settimana dal 26 dicembre all’1 gennaio l’incidenza cumulativa ad Augusta è pari a 760 ogni centomila abitanti, pari cioè a oltre tre volte la soglia più alta dei 250 ogni centomila, uno dei parametri stabiliti per la “zona rossa” fino alla scorsa estate.

Rispetto ai tre indicatori sanitari impiegati a livello nazionale (incidenza settimanale, tasso di occupazione posti letto Covid in area medica, tasso di occupazione posti letto Covid in terapia intensiva) per disporre nuove restrizioni, in provincia di Siracusa sarebbe sotto controllo il numero degli ospedalizzati (erano 76, il 29 dicembre).

Il sindaco Giuseppe Di Mare ci riferisce: “I dati sono in crescita repentina come in tutto il Paese“. A domanda diretta sul rischio di una “zona arancione” o di nuove restrizioni, il primo cittadino ci risponde: “Se i dati continuano a salire, nulla è escluso“. Intanto, stamani è stato inaugurato il nuovo centro vaccinale a Punta Izzo, nei locali concessi dal Comando Marisicilia all’Asp.

Attualmente, sono una decina i comuni siciliani in “zona arancione”, misura disposta con ordinanza del presidente della Regione su proposta del Dasoe, il Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico, che riceve le relazioni dalle Asp. Nei comuni “arancioni”, la principale differenza rispetto alla “zona gialla” riguarda lo spostamento con mezzo proprio verso altro comune: consentito solo per lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune, con il ritorno all’autocertificazione. Comunque, a prescindere dal colore della zona, dal 10 gennaio basterà possedere il Green pass “rafforzato” (certificazione verde per vaccinazione o guarigione) per non essere destinatari di restrizioni particolari.


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