Politica

Augusta, sanzione per democrazia partecipata 2017, le precisazioni del sindaco Di Pietro

AUGUSTA – Zero euro di fondi regionali da impiegare per la democrazia partecipata 2017 (quota del 2 per centro dei trasferimenti), come quelli da destinare per i disabili gravi (quota del 10 per cento dei trasferimenti), mentre sarebbero arrivati solo 618 euro per la democrazia partecipata e 3.094 euro per i disabili gravi come somme integrative ma nell’esercizio finanziario dell’anno successivo. Questa, in sintesi, la replica del sindaco Cettina Di Pietro (nella foto di repertorio in copertina) ai consiglieri comunali d’opposizione Giancarlo Triberio e Franco Lisitano, che nei giorni scorsi hanno evidenziato il rimborso dei 618 euro richiesto dalla Regione a titolo di sanzione per la mancata attivazione delle forme di democrazia partecipata nell’anno 2017.

Nel decreto assessoriale regionale 407 del 2017 il Comune riceveva dalla Regione 1 milione 396 mila 660 euro, quali “quote complementari” del fabbisogno finanziario relativo al personale a tempo determinato, senza la previsione di risorse per le suddette destinazioni imposte per legge.

Scrivo una prima nota il 20 dicembre del 2017 – ricorda il primo cittadino – facendo riferimento al fatto che in questo decreto assessoriale la quota complementare che è assegnata al Comune serve a coprire, ma neanche del tutto, le somme destinate al personale precario. Mentre nessuna somma, che viene calcolata sull’intero naturalmente, viene assegnata per il 2 per cento e per il 10 per cento. Pertanto, sempre con questa nota, chiedo l’erogazione di un contributo suppletivo, anche perché nel 2017, a dicembre, avevamo già pubblicato l’avviso 3700 del 2017 proprio per attivare le forme di democrazia partecipata, avviso che poi il 10 dicembre 2017 sono stata costretta a revocare proprio per assenza di fondi assegnati da parte della Regione“.

L’assessorato regionale competente avrebbe risposto spiegando che “la quota complementare che è stata assegnata con quel decreto, il 407, è servita semplicemente a coprire e a consentire al Comune di Augusta di ottemperare all’obbligo previsto dalla legge regionale 27 del 2016, ovverosia la copertura dei costi per la proroga del personale precario, e che addirittura questo contributo si è dovuto aumentare – riferisce il sindaco – Ci scrive quindi che il Comune in relazione all’assegnazione per l’anno 2017 non è tenuto al rispetto dell’obbligo previsto per la democrazia partecipata e che se vuole farlo lo può fare con fondi propri“.

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A questa risposta della Regione, il sindaco Cettina Di Pietro ha eccepito, con una nuova nota del 2 gennaio 2018, che “il Comune, pur non essendo tenuto al rispetto di quest’obbligo, non può comunque attivare con risorse proprie perché in dissesto” sottolineando che “in ogni caso la Regione non mi aveva risposto per niente in merito al 10 per cento per i disabili gravi, che è un altro obbligo di legge“.

Quindi il 22 gennaio del 2018 ha rinnovato “la richiesta di somme integrative, inviando la nota anche alla Corte dei conti, alla Procura della Repubblica, proprio perché con questo difetto di assegnazione la Regione ci stava obbligando a violare ben due disposizioni di legge: quella del 2 per cento della democrazia partecipata e quella del 10 per cento dei disabili gravi“.

Solo nel novembre 2018 sarebbero state assegnate dalla Regione risorse di parte corrente integrative per “una somma di 30 mila euro circa sulla base della quale noi avremmo dovuto calcolare la somma per i disabili gravi e quella per la democrazia partecipata“, arrivando alle cifre modeste riportate in apertura d’articolo. “Le somme integrative del 2017 – sottolinea il sindaco – la Regione le ha date quando avevamo chiuso l’esercizio finanziario e la legge dice che, dopo che vengono fatte le forme di democrazia partecipata, bisogna mettere i soldi nel bilancio del corrente anno e stabilire come spenderli: a esercizio finanziario chiuso non si poteva più fare“.

Quando abbiamo ricevuto notizie dalla Regione che non avremmo avuto soldi per la democrazia partecipata, ho chiesto di intervenire in consiglio e l’ho spiegato ai consiglieri, facendo presente questa gravissima mancanza della Regione siciliana“, afferma Di Pietro in replica ai due consiglieri d’opposizione che nei giorni scorsi hanno criticato nel merito l’amministrazione. “La restituzione di queste somme riguarda 14 su 21 comuni della provincia di Siracusa, quindi, se il parametro per valutare le capacità di un’amministrazione è saper spendere le somme del 2 per cento – conclude il sindaco – allora abbiamo 14 amministrazioni incapaci su 21 in tutto il Libero consorzio di Siracusa“.


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