Augusta tra cantieri e critiche, il sindaco Di Mare sbotta: “Mi vogliono eliminare, prima di noi il vuoto”
AUGUSTA – “La campagna elettorale è iniziata per qualcuno, perché è giusto che sia così. Vi annuncio che anch’io inizierò a fare campagna elettorale, ovviamente distinguendo il ruolo di sindaco da quello in campagna elettorale“. Questo il leitmotiv della lunga diretta social del sindaco Giuseppe Di Mare, con la quale lo scorso venerdì sera ha inteso replicare alle più recenti critiche, da parte di consiglieri d’opposizione e di comitati ambientalisti, sui lavori in corso per i progetti di rigenerazione urbana della Borgata sud-est e per alcuni edifici scolastici di competenza comunale.
Passa al contrattacco il primo cittadino alla guida di un’amministrazione nei quattro anni trasformatasi da giunta civica a giunta di centrodestra, il quale dai primi giorni di novembre campeggia con la sua foto su alcuni mega cartelloni stradali contenenti slogan che confermerebbero la già scontata ricandidatura alle elezioni amministrative del prossimo autunno. Ribadisce un concetto politico più volte espresso nell’arco dell’ultimo anno, ponendo la domanda retorica “prima dell’elezione dell’amministrazione Di Mare cosa c’era?” e rispondendosi che “prima non si conosceva Augusta, non era nei tavoli, non c’era niente“, insomma “prima di questa amministrazione c’è stato il vuoto e la distruzione di questa città“.
“Noi stiamo riparando i danni di quelli che ci hanno lasciato la città così“, è il comune denominatore delle repliche in merito ai cantieri nelle scuole che creano disagi a lezioni in corso, oppure agli esposti alla Procura sui due momenti in cui sono stati abbattuti tutti gli alberi nel cantiere di piazza Mattarella (ad aprile da parte degli ambientalisti e a novembre da parte di un consigliere comunale).
Mentre sui cantieri scolastici replica che “i sacrifici che chiediamo alle scuole, agli insegnanti e alle famiglie, sono legittimi e dovuti per la sicurezza e il piacere di avere tutto a posto“, snocciolando le risorse impegnate e programmate istituto per istituto, sulle aree a verde interessate dalla rigenerazione urbana della Borgata sud-est ha chiuso la questione parlando di “piante invasive non autoctone, che avevano distrutto una piazza, e purtroppo a malincuore nell’opera di riqualificazione di tutta quell’area da via Dogali al parco giochi vicino alla “Domenico Costa”, abbiamo deciso, insieme agli uffici, ai tecnici, agli esperti del settore, di fare questo sacrificio per costruire il futuro” e rivendicando infine che “eliminiamo 34 alberi mal ridotti, ma ne metteremo 80, autoctoni con crescita in verticale, come il leccio, e a una distanza congrua, più 200 cespugli” mentre nella piazza “saranno 30 gli alberi“.
Ma a suscitare clamore è il richiamo insistito, rivolto agli spettatori della diretta, a “starci vicino, perché hanno l’obiettivo di farci fuori, non elettoralmente perché lo sanno tutti che perdono“.
Di Mare, presumibilmente in relazione agli esposti in Procura, afferma che “il tirare la giacca alla magistratura è una cosa vergognosa, degna di un Paese non democratico e di chi non riconosce il ruolo che ricopre, è il segno di chi è disperato elettoralmente e spera solo nell’eliminazione fisica dell’avversario“, mentre su talune istanze dei consiglieri d’opposizione rivolte agli uffici comunali, pur riconoscendone la legittimità, asserisce che “stanno terrorizzando i dirigenti: su ogni cosa ci sono accessi agli atti, in modo da rallentare o bloccare qualunque iniziativa dell’amministrazione“.
Il sindaco è più esplicito dichiarando che “il punto non è piazza Mattarella, questi sono soggetti contro Di Mare, e quindi oggi contro la città. Ed è la motivazione per cui questa città non è mai cresciuta, perché sempre a un certo punto bisogna tagliare le gambe, eliminare fisicamente chi sta riscuotendo troppo consenso“. Una tesi politica preceduta dalla seguente affermazione: “Appena qualcuno ha avuto riconosciuta una notorietà, una popolarità, da parte dei cittadini, si doveva subito abbattere. È il motivo per cui questa città non ha avuto mai rappresentanti in posti dove si decidono sorti importanti del nostro Paese“.
“Noi abbiamo un compito che continueremo nei prossimi sei anni, che se la città vorrà continuerà anche oltre sei anni – conclude Di Mare, prima di chiudere la lunga diretta social – Non ci faremo intimidire da niente e da nessuno“.



















