Politica

Autorità portuale da Augusta a Catania, parlamentari alla ricerca del decreto “fantasma”

AUGUSTA – A ieri, martedì 31 gennaio, sono almeno due i parlamentari della provincia che chiedono di conoscere gli aspetti  principali di un decreto ministeriale, quello del clamoroso trasferimento della sede dell’Autorità di sistema portuale da Augusta a Catania, che ancora non risulta pubblicato. Un provvedimento di competenza del ministro Delrio, che ha accolto la richiesta motivata del governatore regionale Crocetta, da più parti definito “fantasma” poiché se ne parla ma non se ne ha contezza: annunciato dal sindaco Enzo Bianco giovedì scorso, ne è stata confermata la sola esistenza da un comunicato ufficiale del Mit lunedì.

Nei due giorni scorsi, il deputato regionale di Ncd Vincenzo Vinciullo, presidente della commissione Bilancio e Programmazione, ha presentato altrettante interrogazioni all’Ars, la prima per chiedere lumi sulla mancata pubblicazione del decreto, la seconda definita “in difesa della giustizia e della legge, contro l’attacco che proviene da Roma all’Autorità portuale di Augusta e, quindi, alla provincia di Siracusa” e denunciando “una complicità assordante fra Regione e Stato per fare fuori Augusta“.

“A fare fuori” Augusta per Vinciullo, non sarebbe stato Crocetta ma il ministro Delrio, in quanto “responsabile unico del provvedimento di killeraggio politico“, il quale non avrebbe dovuto accogliere la richiesta della Regione a suo dire viziata da “errata interpretazione della legge“, “illogicità“, “illegittimità” e “abuso di potere“. In merito alla nota regionale, richiede nella stessa interrogazione a Crocetta “se dopo aver accertato di essere stato ingannato dai suoi collaboratori, intende revocare immediatamente il provvedimento“.

Vinciullo, infine, evidenzia l’anomalia di un decreto che “ad oggi (ieri, ndr) non è stato pubblicato“, lasciando “oscura” la volontà di Delrio, e che “deve essere approvato dal Consiglio dei ministri“.

Anche il deputato regionale di Sicilia democratica Giambattista Coltraro interviene, risparmiando accuse a Roma o Palermo, ma richiedendo le “motivazioni tecniche alla centralità del ruolo (di Catania, ndr) designata da Delrio“.

Fermo restando che il ministro ha piena facoltà di emanare il decreto – precisa il deputato – tale atto dovrebbe essere comprensivo dei motivi a supporto di una scelta che, sin qui, appare slegata dal territorio e non proiettata verso la ripresa economica dell’Isola“.

Ribadendo le ragioni della superiorità dello scalo megarese rispetto a quello etneo, Coltraro afferma che, “in eventuale assenza di motivazioni tecniche, su cui abbiamo chiamato ad esprimersi consulenti“, riterrà legittima un’impugnativa avverso il decreto Delrio, nell’alveo della giustizia amministrativa. Conclude: “Non si può soccombere a decisioni calate dall’alto, se prive di supporto tecnico“.


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