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Calcolo mutuo: tra tassi, imposte e agevolazioni fiscali

Sono gli interessi ad avere un peso determinante sul costo di un mutuo. Un corrispettivo dovuto per il finanziamento concesso. Agli interessi, che sono legati anche alla durata del prestito ipotecario, si aggiungono poi altri costi. Nel calcolo mutuo si deve, ad esempio, tener conto delle spese notarili e delle imposte. Un’idea più concreta ci è offerta da MutuiOnline.it, che consente di calcolare l’importo della singola rata del mutuo e il totale del rimborso, diviso in totale capitale e totale interessi, inserendo importo totale del finanziamento, durata e tasso a regime in un apposito calcolatore.

C’è anche la durata, infatti, ad influire sull’importo della rata del finanziamento. Più breve è la durata del mutuo, più alta sarà l’importo delle rate, ma inferiore sarà la somma dovuta per gli interessi. Il discorso cambia se si sceglie un piano di rimborso più lungo: in questo caso l’ammontare delle rate sarà più basso, ma sarà maggiore la somma dovuta per gli interessi.

I diversi tipi di mutuo sul mercato

Chi ha intenzione di accendere un mutuo per l’acquisto di una casa si ritrova dinanzi a una ricca offerta di finanziamenti da parte delle banche. In particolare, vengono proposti per lo più mutui a tasso fisso e variabile. I primi oggi rappresentano l’opzione più scelta anche perché considerati più sicuri e privi di spiacevoli sorprese. Con il tasso fisso, la rata resta infatti costante per tutta la durata del finanziamento. Il mutuatario conosce sin da subito il debito totale che dovrà restituire.

Oggi, sempre meno ricercati, sono invece i mutui a tasso variabile, il cui tasso di interesse cambia a seconda delle oscillazioni dei mercati finanziari. Il pericolo maggiore che si corre quando si opta per questi prestiti ipotecari è ritrovarsi dinanzi a un incremento vertiginoso dell’importo delle rate. Al contempo, in caso di eventuali riduzioni dei tassi di mercato che potrebbero registrarsi nel tempo, il vantaggio sarà quello di poter beneficiare di tali fluttuazioni.

Tra le tipologie di mutuo proposte dalle banche figurano anche quelli a tasso misto. In questo caso il tasso può passare da variabile a fisso o viceversa a seconda di scadenze stabilite o di condizioni inserite nel contratto. Al mutuatario toccheranno a turno i vantaggi e gli svantaggi del tasso fisso o del tasso variabile.

La scelta tra un tasso e l’altro va fatta tenendo conto della propria situazione economica e delle condizioni di mercato. Spesso le condizioni contrattuali ed economiche possono variare tra un intermediario e l’altro. Ecco perché Banca d’Italia suggerisce di confrontare le offerte con tutta la calma necessaria, prendendo in esame il Foglio comparativo e il Foglio informativo di ciascun mutuo che ci interessa. Quando si esamina una soluzione, va prestata attenzione a più elementi: TAEG, spread, voci di spesa, piano di ammortamento, tempi di erogazione del mutuo.

Come calcolare il costo totale di un mutuo?

Oltre al tasso di interesse, come abbiamo anticipato in precedenza, ci sono altri elementi da considerare per calcolare il costo totale di un mutuo. Quando il prestito viene erogato da una banca, va versata un’imposta pari allo 0,25% nel caso di acquisto di prima casa e del 2% del totale per tutti gli altri casi. Tra le spese da affrontare figurano anche: costi per la perizia; eventuali imposte legate all’iscrizione dell’ipoteca; spese di istruttoria; spese notarili; premio di assicurazione a copertura di danni sull’immobile; spese per l’incasso rata; spese per l’invio di comunicazioni; commissione annua di gestione della pratica. E se si paga la rata in ritardo bisogna aggiungere anche gli interessi di mora. Un aspetto da non trascurare è però quello delle agevolazioni fiscali: gli interessi versati per comprare, costruire o ristrutturare l’abitazione principale sono difatti detraibili dall’Irpef.


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