Ciclone Harry, ad Augusta scatta la procedura Sue per i privati: solo messa in sicurezza e ripristini urgenti
AUGUSTA – Parte anche ad Augusta la fase operativa di ritorno alla normalità dopo il passaggio del ciclone mediterraneo “Harry”, con l’attivazione da parte del Comune della procedura organizzativa dello Sportello unico per l’edilizia (Sue) per la gestione prioritaria delle pratiche relative agli interventi urgenti di messa in sicurezza e ai ripristini essenziali sugli immobili privati danneggiati dall’evento estremo che ha colpito violentemente il territorio, come l’intera fascia ionica della Sicilia, la Calabria e la Sardegna, in particolare nella giornata di martedì 20 gennaio.
Con una determinazione dirigenziale, l’ente ha infatti formalizzato un percorso dedicato per consentire ai cittadini di segnalare i danni subiti e attivare con urgenza gli interventi edilizi strettamente necessari, in una fase che resta emergenziale e transitoria, in attesa dei provvedimenti regionali e nazionali di sostegno.
La procedura predisposta dal Comune si articola nei seguenti tre modelli:
- Scheda A – Comunicazione Sue, obbligatoria, attraverso cui il proprietario o avente titolo dichiara la presenza di danni all’immobile e l’urgenza di intervenire per motivi di sicurezza (qui il link);
- Scheda B – Comunicazione di inizio lavori urgenti (Ciu), anch’essa obbligatoria, che consente l’avvio immediato delle opere indispensabili di messa in sicurezza e ripristino provvisorio, in deroga alle tempistiche ordinarie (qui il link);
- Scheda C – Stima speditiva dei danni, contrassegnata come facoltativa, utile per fornire una prima quantificazione economica degli interventi e supportare le successive richieste di contributo (qui il link).
Nei documenti del Comune si chiarisce che si tratta di una procedura straordinaria e temporanea, circoscritta ai soli “interventi urgenti di messa in sicurezza” e ai “ripristini essenziali“, finalizzati a rimuovere pericoli immediati conseguenti ai danni del ciclone e ripristinare condizioni minime di sicurezza e abitabilità, e non utilizzabile per opere di ristrutturazione o miglioramento edilizio. La procedura Sue per i privati resterà attiva per 120 giorni, “salvo proroga o cessazione anticipata“.
Intanto il governo Meloni nella giornata di ieri, 26 gennaio, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, richiesta anche dal governo regionale siciliano con deliberazione del 22 gennaio, per i gravi danni provocati dal ciclone Harry in Sicilia, Sardegna e Calabria.
Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha sottolineato lo stanziamento complessivo di 100 milioni di euro, da ripartire fra le tre regioni, sul Fondo per le emergenze nazionali per i primissimi interventi, spiegando che nei prossimi giorni un provvedimento interministeriale consentirà di avviare il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, pubbliche e private. I presidenti delle Regioni coinvolte sono stati nominati commissari delegati con ampi poteri di deroga.
Quindi tocca al presidente della Regione, Renato Schifani gestire questa fase, con le risorse immediatamente disponibili che ammontano a 103 milioni di euro, frutto dei 70 milioni subito messi a disposizione dal governo regionale e dei 33 milioni stanziati ieri per la Sicilia dal Consiglio dei ministri.
“Lo stanziamento rappresenta il primo passo di un percorso e un segnale di solidarietà per le popolazioni colpite – ha dichiarato Schifani – Sono certo che si tratti solo di un inizio e che seguiranno altri decreti per stanziare fondi aggiuntivi“. Il governatore ha inoltre sottolineato la necessità di ripensare le politiche di tutela delle fasce costiere alla luce dei cambiamenti climatici, annunciando l’insediamento di una cabina di regia regionale per accelerare i tempi degli interventi.
Secondo una prima ricognizione della Regione, i danni complessivi in Sicilia superano un miliardo e mezzo di euro, tra danni diretti e indiretti, con un impatto particolarmente rilevante su infrastrutture, territori costieri ed economia turistica. Nel dettaglio, per la provincia di Siracusa, la Protezione civile stima danni per circa 405 milioni di euro, di cui 58,5 milioni per attività produttive private e circa 8 milioni per somme urgenze.
Quanto ad Augusta, una “prima sommaria valutazione” comunale dei danni, resa nota il 22 gennaio dal sindaco Giuseppe Di Mare, annovera circa 13 milioni di euro complessivi, di cui 8 milioni a strutture pubbliche e 5 milioni al patrimonio privato. “Abbiamo bisogno di supporto immediato – aveva contestualmente dichiarato il sindaco – Le risorse del Comune sono limitate e dobbiamo affrontare un lavoro enorme di ricostruzione e non possiamo farlo da soli“.
(Nella foto di copertina: il lungomare Rossini invaso da acque e detriti la mattina del 21 gennaio)





















