Politica

Critiche bipartisan alla gestione del Consiglio di Augusta: da Zappulla a Prestigiacomo

AUGUSTA – Il Consiglio comunale di Augusta e in particolare la sua presidenza sono da giorni bersaglio di durissime critiche provenienti, con l’ovvia eccezione del M5s, da tutti i fronti politici. A seguito dell’infuocata seduta del 31 marzo, la reprimenda è arrivata non solo dal parlamentare regionale Vincenzo Vinciullo, seguito perfino da Assostampa Siracusa, ma da gran parte della deputazione siracusana.

La presidente del Consiglio comunale, Lucia Fichera, ha già replicato, ieri, facendo pervenire alla nostra redazione una lettera aperta indirizzata ad Assostampa, che evidentemente vale come risposta erga omnes. Ma le denunce sulla gestione della seduta del 31 marzo proseguono.

La parlamentare nazionale di Forza Italia Stefania Prestigiacomo richiede l’intervento del Prefetto, perché “valuti la gravità della situazione e gli opportuni provvedimenti da assumere“. Afferma che “quanto accaduto durante il Consiglio comunale di Augusta è il culmine di una serie di nefandezze non più accettabili“, dal momento che, a suo dire, “non è più garantita la democrazia e il rispetto minimo del regolamento che consente a tutti i consiglieri di esprimere liberamente la propria opinione“, con particolare riferimento a “continue aggressioni verbali e ora anche fisiche da parte di altri consiglieri senza che la Presidente sia stata in grado di garantire l’ordine dei lavori e lo svolgimento del confronto politico“.

Parla di “una gestione assolutamente indegna” il commissario provinciale di Forza Italia, Edy Bandiera, sostenendo che “è inconcepibile che vengano modificati a penna gli atti poco prima della votazione” e che “il Consiglio comunale di Siracusa nel recente passato, per fatti meno gravi di questi, fu richiamato ufficialmente dal Prefetto a rispondere su irregolarità e comportamenti non consoni ad un’importante assemblea elettiva“. Per quanto concerne lo stesso fronte forzista, il referente locale Andrea Timmonieri aggiunge di aver “visto regolamenti applicati in base alle esigenze del momento, una conduzione del Consiglio con fare dittatoriale che fa venir meno lo spazio per enunciare le giuste motivazioni dei consiglieri di opposizione“. Mentre il consigliere comunale Enzo Canigiula, recentemente tornato in Forza Italia, denuncia che è stata “mortificata la democrazia come principio base della società civile“, passando in rassegna le vicende più contestate alla presidenza: “Dopo aver deciso che il consigliere Schermi non era stato offeso in aula lo scorso Consiglio comunale e che il consigliere Triberio avesse, mentendo, superato i famigerati 10 minuti (personalissima applicazione del regolamento), dopo aver ritenuto di invitare Schermi “ad andare a prendere una boccata d’aria” sorvolando su quanto avvenuto in aula a causa delle escandescenze di un suo compagno di partito, superava il limite quando vietava al consigliere Pasqua si esprimere la sua opinione sul famoso nuovo atto prodotto a notte fonda e che loro hanno invece chiamato “emendamento”“.

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Alla richiesta di intervento delle forze dell’ordine espressa da Vinciullo, si aggiungeva già la “grande amarezza” esternata attraverso una nota congiunta dai consiglieri comunali di “Attiva mente” Biagio Tribulato e Angelo Pasqua, perché “ci sarebbe da fare tanto in questa disgraziata città e invece si pensa a togliere la parola ad uno o a più consiglieri“. Denunciando le “ormai note macchine del fango contro l’opposizione“, i due consiglieri reagivano affermando che “chi non paga le tasse è un disonesto e indegno di rappresentare il popolo e, ahinoi, questo Consiglio comunale risulta avere qualche scranno occupato da taluni soggetti“. Ricordavano inoltre nel merito delle modifiche alla Tari che “la proposta di riduzione della Tari alle famiglie parte già lo scorso anno e parte proprio dall’opposizione, che la richiesta di aumento per gli stabilimenti industriali parte già proprio dall’opposizione, ma evidentemente qualcuno ha la memoria troppo corta“.

Anche il deputato nazionale di Mdp Pippo Zappulla interveniva senza mezzi termini sulla seduta del 31 marzo: “Bene hanno fatto i consiglieri di opposizione, a cui va tutto il mio sostegno politico e la mia personale solidarietà, ad abbandonare lavori dove non erano più garantiti i più elementari diritti di democrazia“. Menzionava a riguardo anche la vicenda che ha visto la presidente Fichera togliere la parola al consigliere Giancarlo Triberio, a intervento in corso.

Zappulla aggiungeva: “Preoccupa fortemente il reiterarsi di tali comportamenti illegali e illiberali, che richiamano capitoli della nostra storia da non ripetere mai più. Non passerà il tentativo di usare le istituzioni come una estensione del meetup 5 Stelle, né come laboratorio per esperimenti di populismo autoritario e antidemocratico che non consentiremo in alcun modo, né ad Augusta né in Italia“.

Quindi la richiesta del deputato nazionale del Mdp, nella direzione dei summenzionati colleghi parlamentari: “Mi appello vigorosamente alla Magistratura, alla Prefettura, alle Forze dell’ordine, e a tutte quelle Istituzioni poste a garanzia dei valori repubblicani nati dalla Resistenza. La tolleranza verso certe derive non è più ammissibile, specialmente in una città che ha subito lo scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose. I cittadini hanno bisogno di ricostruire la fiducia in Istituzioni che agiscano all’insegna della legalità e della democrazia, e non come anticamera di una dittatura delle banane“.


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