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Dalla presentazione del libro alla proposta: intitolare una via di Augusta a Giuseppe Motta

AUGUSTA – Il ragazzo che fece sventolare la bandiera rossa è il titolo del libro di Giorgio e Cecilia Casole, presentato a cura del Kiwanis club nel salone dell’associazione filantropica “Umberto I”, il cui presidente Mimmo Di Franco, nel dare i saluti, ha sottolineato l’importanza di ospitare e dare seguito a simili manifestazioni culturali.

Poi il presidente del Kiwanis club locale, Domenico Morello, ha posto l’accento sull’importanza che Augusta ricordi i suoi figli, che tanta passione politica spesero per la città, come Giuseppe Motta, scomparso nel 1984 e oggetto della pubblicazione, e come Salvatore Greco (suocero dello stesso Morello), morto quarant’anni fa.

Il libro di Giorgio e Cecilia Casole racconta la vicenda politica e umana di colui che fu anche sindaco di Augusta nel 1945, da comunista antifascista, uno dei pochi siracusani incarcerati per motivazioni ideologiche dal regime, a liberal-crociano e propugnatore di un primo federalismo europeo. Il volume è stato pubblicato sotto l’egida dell’Anppia (Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti), il cui segretario di Ragusa e Siracusa, Orazio Carpino, nel suo accalorato intervento, ha ricordato molti perseguitati dal Fascismo, fra cui il siracusano Giuseppe Agnello e appunto l’augustano Giuseppe Motta, a cui “Augusta dovrebbe intitolare una via”.

È seguito l’intervento di Carmelo Saraceno, presidente di Medeuropa, già primo cittadino di Augusta e assessore regionale ai Beni culturali, che ha sottolineato: “La bellezza di questo libro sta nel fatto che grazie alla figura di Motta è possibile attraversare il regime fascista, la guerra, e la miseria di quegli anni. Motta poco più che ventenne ebbe solo la colpa di issare la bandiera rossa su un monumento“. Da allora divenne secondo il regime un “pericoloso sovversivo comunista”. Anche Saraceno ha ribadito l’importanza di dedicare una via a Giuseppe Motta e ha concluso: “Questo libro, molto ben documentato e che si legge piacevolmente, bisogna farlo leggere ai giovani, ma anche ai meno giovani perché è un tuffo nella storia di questa città”.

Sono infine intervenuti gli autori del libro, Giorgio e Cecilia Casole, padre e figlia, i quali, nel sottolineare che “il libro è stato scritto nella speranza che Motta possa uscire dall’oblio”, hanno auspicato che possa essere sostenuta la pubblicazione del dattiloscritto inedito intitolato “Storia di Augusta” redatto da Motta negli ultimi dieci anni della sua vita, donato dall’autore a Giorgio Casole che, nel lontano 1972, ne aveva curato la pubblicazione del primo volume. Alla fine dell’incontro, copia del libro è stata donata ai presenti.


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