Dall’ospedale di Augusta alla Pediatria di Siracusa, nuova iniziativa solidale de “Il sorriso che vorrei”
AUGUSTA – L’associazione di volontariato “Il sorriso che vorrei” (ets) porta avanti un impegno costante già a favore dell’ospedale “Muscatello” di Augusta, riuscendo a centrare negli ultimi quattro anni, tra l’altro, un obiettivo concreto e tangibile: dotare ogni stanza del presidio di un televisore, contribuendo a rendere più accogliente e umano il periodo di degenza dei pazienti.
Un percorso di solidarietà che, nel tempo, si è affiancato anche ad altre iniziative a favore della sanità pubblica del territorio provinciale, come la donazione effettuata nei giorni scorsi al reparto di Pediatria dell’ospedale “Umberto I” di Siracusa, dove l’associazione ha consegnato tre “Babalù“, particolari portaflebo a forma di animali progettati per trasformare i momenti di cura in occasioni di gioco.
A spiegare lo spirito che ha animato l’azione dell’associazione è il segretario e tesoriere, l’augustano Antonio Ranno, che sottolinea: “Questa donazione nasce da un’idea semplice: portare un momento di sollievo e leggerezza ai bambini ricoverati. Chi vive il reparto di Pediatria ogni giorno sa quanto il gioco possa diventare un alleato prezioso, soprattutto nei momenti più delicati come l’inserimento di una flebo o l’attesa di una visita“.
I “Babalù”, ideati dall’associazione “Portatori sani di sorriso” di Galatina (Lecce), sono realizzati in legno naturale con colori atossici e dotati di ruote e di un sistema che consente ai genitori di accompagnare in sicurezza i movimenti dei bambini. Il loro utilizzo mira a ridurre l’ansia dei piccoli pazienti e a favorire un approccio più sereno alle cure.
Sul valore dell’iniziativa, il presidente del sodalizio Mauro Cacace e la vicepresidente Sonia Salamone riferiscono congiuntamente: “Spesso, quando arriva il momento della flebo, i bambini si agitano, piangono, hanno paura. Il “Babalù” riesce a trasformare quell’istante: diventa un compagno di gioco, un modo per distrarsi e sentirsi protagonisti di un’avventura ma anche un valido aiuto per il personale sanitario“.
Parole di apprezzamento sono state espresse anche dal direttore medico di presidio Paolo Bordonaro e dalla direttrice della Pediatria Alessandra Burgo, che, nel comunicato stampa dell’Asp di Siracusa, congiuntamente evidenziano: “Avere un supporto che unisce gioco e funzione terapeutica aiuta molto a ridurre ansia e resistenza alle cure. Ringraziamo l’associazione “Il sorriso che vorrei” per la sensibilità e l’attenzione dimostrate“.
L’attività dell’associazione, fondata sulla clownterapia e poi radicata sul territorio esclusivamente grazie al volontariato, si conferma così un esempio di collaborazione concreta tra cittadinanza attiva e sanità pubblica, con interventi mirati capaci di migliorare la qualità della degenza e l’umanizzazione delle cure, a partire proprio dagli ospedali della propria città e del capoluogo.





















