Politica

Depurazione acque reflue di Augusta all’Ars, Cgil e Amministrazione promettono battaglia

AUGUSTA – Il martedì appena trascorso ha avuto come centro di gravità l’annosa vicenda della mancata depurazione delle acque reflue nel territorio di Augusta, con i noti sversamenti in mare che hanno causato l’inquinamento delle rade augustane, un pregiudizio alla salute dei cittadini e, più recentemente, onerose sanzioni al Comune, dal sapore di beffa, per i mancati interventi.

In mattinata La Gazzetta Augustana.it rivelava il bivio a cui si trova l’inchiesta giudiziaria scaturita dall’esposto-denuncia di circa trecento cittadini, che chiedevano di far luce su eventuali omissioni e responsabilità penali per i ventennali ritardi, con la Procura di Siracusa a richiedere l’archiviazione del procedimento.

Nella stessa mattinata di martedì, si è tenuta l’audizione alla quarta commissione Ambiente e Territorio dell’Ars, richiesta dal segretario cittadino della Cgil Massimiliano Arena, per discutere in merito agli interventi di collettamento e depurazione delle acque reflue nel Comune di Augusta. Un’audizione che, alla sua conclusione, il segretario Arena, accompagnato dal segretario siracusano della Cgil Roberto Alosi, ha definito senza mezzi termini “il trionfo dell’inutilità e dell’incertezza“.

Così Arena ha spiegato il commento lapidario: “Quello che poteva essere un importante momento di chiarezza sul depuratore si è concluso con un nulla di fatto: dopo aver chiesto certezza dei tempi, dei finanziamenti, degli investimenti abbiamo assistito ad un indegno rimpallo di responsabilità tra livello tecnico e politico. Il solito inaccettabile paradosso siciliano“.

Ha rivolto un attacco al commissario regionale Vania Contrafatto, assente all’audizione: “Ricordo che il commissario Contrafatto è stato nominato dal Governo nazionale al fine di rendere più veloce l’iter relativo allo sblocco delle opere del depuratore di Augusta. È trascorso già un anno dal suo insediamento e nessun risultato per Augusta è stato raggiunto; la sua assenza in Commissione esprime chiaramente il modo di fare politica del governo nazionale e regionale. Il territorio non è più in grado di assorbire ulteriori ritardi!“.

Alla luce delle asserite mancate risposte, la Cgil di Augusta ritiene quindi “indispensabile e improcrastinabile organizzare una seria e condivisa azione di protesta civile“, poiché “è ormai tempo di cambiare rotta; il livello di guardia circa lo sversamento dei reflui nel mare di Augusta è stato superato con la scandalosa disattenzione dei tecnici e dei politici“.

L’appello del sindacato è rivolto a tutte le forze in campo, oltre gli steccati politici, a partire dalle altre organizzazioni sindacali, all’Amministrazione comunale, alla deputazione regionale e nazionale, nonché a tutte le forze politiche, alle associazioni e alla cittadinanza, al grido: “Uniamoci per una battaglia di civiltà!”.

Era presente all’audizione all’Ars anche l’assessore comunale ai Lavori pubblici Roberta Suppo, accompagnata dal deputato regionale pentastellato Stefano Zito. L’Assessore ha evidenziato la necessità di avere certezze sulla tempistica e sulla copertura finanziaria per la realizzazione delle opere, in ragione dei costi che continueranno a gravare sulle tasche dei contribuenti, a causa delle procedure di infrazione azionate dalla Comunità europea, nonché del grave disagio della comunità per l’assenza di un sistema di depurazione con ciò che ne consegue in termini economici ed ambientali.

Con una nota inviata a seguito dell’audizione, ha riferito: “Allo stato, purtroppo, permangono ancora parecchie incertezze in merito ai progetti da realizzare, che auspichiamo di chiarire in maniera definitiva tanto nel corso di una nuova commissione, la cui convocazione è stata già richiesta in data odierna, quanto nell’incontro che abbiamo già richiesto al Commissario straordinario“. Concludendo: “Continueremo a tenere alta la guardia sulla problematica in argomento, pronti ad intraprendere tutte le iniziative necessarie“.


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