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Francesca Barra torna ad Augusta per “L’estate più bella della nostra vita”

AUGUSTA – L’estate più bella della nostra vita è il titolo del nuovo romanzo della giornalista, scrittrice e conduttrice di origini lucane Francesca Barra, presentato martedì sera nel salone del Circolo Unione di Augusta e la mattina seguente nell’aula magna dell’Istituto di istruzione superiore “Arangio Ruiz”. L’incontro con l’autrice organizzato dalla locale libreria Mondadori, in collaborazione con il Circolo Unione presieduto da Gaetana Bruno, è stato moderato dalla giornalista Michela Italia. La serata è stata, inoltre, allietata da alcuni intermezzi musicali al pianoforte eseguiti da Amelia Martelli, che ha anche letto alcuni passi del libro.

Il racconto ambientato nella terra d’origine della Barra, la Basilicata, racconta di tre sorelle lucane, Ida, Beatrice e Rossella Timpone, che vengono proiettate nel loro passato ripercorrendo le vie che le hanno portate verso certe scelte, e acquisendo la consapevolezza che nella vita non esiste mai un’unica verità. Le tre sorelle hanno una personalità “che rispecchiano un pezzetto di me stessa”, ha detto la Barra. Rossella quella più tranquilla, più razionale. Ida porta con sé un forte senso di maternità quale massima ambizione della sua esistenza. Beatrice, invece, la ribelle che decide di osare e di andare via dal proprio paese. È Beatrice che, dopo tanto tempo, decide di far trascorrere un’estate ai due figli Giulia e Lorenzo nella propria terra di provenienza, dove trovano una realtà che gli sembra molto lontana da quella del Nord. Eppure, come si legge nel risvolto di copertina “in quei luoghi che profumano di liquerizia selvatica, ci sono dolori che non si ha il coraggio di portare in superficie. Ci sono segreti che raccontano di un amore che ha diviso una famiglia. Che ha diviso tre sorelle per troppo tempo. Ora Lorenzo e Giulia sono pronti a rompere quell’equilibrio di bugie e segreti. Sono pronti a farle riavvicinare”.

Nel romanzo vengono citati i piccoli comuni lucani di Maratea e Castelmezzano, ma l’autrice ha scelto di ambientare il romanzo in un paese immaginario chiamato Borgo Felice quale sintesi della bellezza e “omaggio alla felicità” di tutti i luoghi della Basilicata.

Quanto vale la pena cercare la propria ragione di vita altrove, quanto vale la pena abbandonare le proprie certezze per fare il salto nel vuoto?”. Dilemmi che hanno rappresentato il filo conduttore dei suoi romanzi e che nello stesso tempo pongono un accento sulla “importanza della rete sociale, familiare, che protegge, custodisce ma che a volte può diventare una gabbia”, ha affermato la Barra, che ha, infine, colto l’occasione per ricordare il personale legame con Augusta, dove ha conosciuto il giovane immigrato Remon Karam, sulla cui vicenda ha scritto Il mare nasconde le stelle.


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