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Giovane augustana a Edimburgo lancia un locale di prodotti tipici meridionali

AUGUSTA – C’è estremo bisogno di raccontare quella positività di cui Augusta, contrariamente a quanto trapela dalle pagine di cronaca, anche nazionale, non è priva e soprattutto dei giovani augustani, che, seppur costretti a lasciare la città e la Sicilia, si fanno onore altrove.

Tra questi, c’è una giovane emigrata a Edimburgo, nella lontana e algida Scozia. Perché precisiamo con l’aggettivo “algida” il clima freddo di quella regione? Perché una ragazza di Augusta, Mariagiorgia, detta Margi, Italia, primogenita di Mauro, noto artista di spettacolo, sta tentando di portare il “calore” siciliano in quella terra attraverso tipiche pietanze siciliane, quali cannoli, caponata, latte di mandorla, la “favolosa” nutella di pistacchi e marmellate tipiche e artigianali. Come tipiche e artigianali sono le pietanze pugliesi preparate dalla socia d’avventura Anna di Barletta, con la quale Margi ha aperto una caffetteria-gastronomia chiamata molto italianamente “Tiramisù”.

Margi e Annetta si sono conosciute proprio a Edimburgo nello stesso ambiente di lavoro, l’ambiente degli alberghi, dove entrambe lavoravano come dipendenti. Sono diventate amiche e hanno deciso di fare società aprendo un localino, il “Tiramisù” appunto, di cui hanno registrato il marchio, pieno di calore meridionale, offrendo prodotti tipici artigianali siculo-pugliesi del tutto sconosciuti agli scozzesi, che hanno una cultura gastronomica di tipo continentale.

Margi e Annetta aprono alle 8 del mattino e chiudono alle 6 del pomeriggio e preparano loro stesse le pietanze, che vanno dai cornetti della mattina ai panini farciti in vari modi fino ai cannoli siciliani. Gli scozzesi hanno dimostrato di apprezzare la varietà di questi piatti veloci meridionali trovandoli sfiziosi e gustosi. Chissà che il locale di Edimburgo non diventi il primo di una catena, augurio che rivolgiamo a Margi Italia e alla sua socia. Intanto le due ragazze sono da ammirare per l’intraprendenza e, se volete, per l’audacia che qui, in questo nostro profondo e negletto Sud, probabilmente, non avrebbero trovato.


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