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Il grande abbraccio popolare a don Palmiro Prisutto

AUGUSTA – La piazza Duomo gremita di persone, questa domenica pomeriggio, per la manifestazione pacifica nata spontaneamente sui social network con l’hashtag “Io sto con padre Palmiro”. Aleggiava il dubbio che la pioggia insistente potesse pregiudicare la riuscita del flash mob, organizzato dai cittadini per manifestare solidarietà nei confronti di don Prisutto, recentemente coinvolto in quella che egli stesso ha definito “macchina del fango”.

Ciò che aveva sollecitato la mobilitazione civica riguarda l’indiscrezione circa l’invio di un messaggio da parte dell’arcivescovo monsignor Salvatore Pappalardo, che, in occasione della novena dell’Immacolata, avrebbe chiesto le dimissioni dell’Arciprete augustano. Quale ulteriore evento di snodo, esattamente due settimane fa, domenica 28 febbraio, don Prisutto annunciava la fine delle messe in suffragio dei morti di tumore, decidendo di cambiare il canale comunicativo della partecipata denuncia. Prima della conclusione della liturgia aveva consegnato al sindaco Cettina Di Pietro una tabella toponomastica per commemorare la tragedia silenziosa, auspicando che potesse affiancare la targa di una qualsiasi piazza cittadina o essere esposta in una piazza di nuova realizzazione.

Questa domenica, all’orario prefisso, alle ore 18, puntualissimi, i cittadini e in particolare molti rappresentanti dell’Amministrazione comunale, tra cui il Sindaco, si sono radunati dinanzi alla chiesa Madre, per un vero e proprio abbraccio della comunità destinato a don Palmiro. Prima una preghiera collettiva sotto gli ombrelli alzati al cielo in una grande cupola protettrice e poi tutti in chiesa Madre ad assistere alla messa celebrata dall’Arciprete. Il luogo di culto ha potuto accogliere nel corso della funzione religiosa una moltitudine di augustani, non solo credenti, come non si vedeva da tempo, in una tensione emotiva generale tangibile. Da registrare in chiesa la presenza di tutte le confraternite cittadine, per l’annuale precetto in preparazione alla Pasqua, oltre a don Angelo Lipari, delegato arcivescovile per le confraternite di Augusta.

messa-post-manifestazione-pro-padre-palmiro-prisutto-augusta-2Don Palmiro ha dato avvio alla liturgia con il passo dal Vangelo secondo Giovanni dell’episodio di Gesù e l’adultera, che racconta di una donna colta in adulterio e trascinata dinanzi a Gesù perché decretasse la condanna a lapidazione. Trattatasi del passo che ha dato origine al detto “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. “La liturgia di oggi”, ha asserito don Palmiro nell’omelia, “ci insegna una cosa importante: prima di giudicare gli altri dobbiamo giudicare noi stessi”.

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Stiamo vivendo momenti difficili”, ha aggiunto, “e questa sera voglio rivolgere un appello che ho consegnato tramite lettere scritte ai governatori delle varie confraternite”. Lettera attraverso la quale ha inteso esprimere forti valori e un messaggio chiaro improntato alla guarigione dello spirito, alla pace, alla comunione e alla riconciliazione. La lettura della missiva ha raggiunto gli animi dei presenti, strappato un lungo applauso e conferito un’espressione commossa al volto di padre Palmiro.


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