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Intervista esclusiva al capogruppo della maggioranza 5 Stelle

mauro-caruso-capogruppo-m5s-augustaAUGUSTA – Quella che segue è la prima di una serie di interviste attraverso le quali proveremo a far conoscere ai nostri lettori i capigruppo delle liste che rappresentano i cittadini augustani in seno al nuovo Consiglio comunale. Partiremo dal capogruppo del Movimento 5 stelle Mauro Caruso, che coordina appunto il gruppo dei diciotto consiglieri comunali della maggioranza.

Non gli abbiamo rivolto tutte le domande che rivolgeremmo agli attuali amministratori, anche perché l’intervista intende far conoscere l’uomo e le idee più che il movimento di riferimento o le intenzioni della Giunta. Comunque, non abbiamo voluto esimerci dal chiedergli un’opinione su alcuni temi di scottante attualità politica.

Nonostante la nota diffidenza dei pentastellati nei confronti dei giornali, eccola nella nostra redazione. Mauro Caruso, 51 anni, nato e cresciuto a Lentini. Come arriva ad Augusta?

Ho sempre avuto contatti con Augusta, essendo sottufficiale della Marina Militare e lavorandoci, anche se da pendolare, per quasi vent’anni. Sono vissuto a Lentini fino al 2003. Allora venni trasferito alla base di La Spezia e ovviamente andai al nord insieme alla mia famiglia. Poi, rientrando in Sicilia nel 2008, a causa di un problema di abitabilità della nostra abitazione lentinese, in attesa dei lavori, ci appoggiammo alle abitazioni della Marina ad Augusta. Al momento di tornare a Lentini, mia moglie e i miei figli, che si erano bene integrati nella Città, manifestarono la volontà di restare qui. Così tre anni fa ho acquistato la prima casa augustana, anche per la comodità di non dover più viaggiare.

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A parte il contesto lavorativo, aveva avuto modo di entrare in contatto con il tessuto sociale augustano?

Venendo qui per lavoro, conoscevo solo le vie di transito per raggiungere la Marina. Ma da giovane raggiungevo Augusta per le uscite serali e per poter apprezzare la maggiore libertà e la maggiore apertura mentale di cui godevano ragazze e ragazzi, rispetto alla mia realtà di origine. Poi l’esperienza a La Spezia. Era sì moderna ma la freddezza tra concittadini non mi entusiasmava. Ad Augusta ho trovato una dimensione ideale.

Ci racconti il suo rapporto con la politica. La prima esperienza?

Ai tempi della scuola superiore non ero una cima, mi attraeva la “calia” e ho ripetuto qualche anno. Ma ero abbastanza attivo politicamente e venni eletto rappresentante di istituto. Il preside era comunista e c’era spesso opposizione. Le assemblee erano molto partecipate e in una di queste intervenni sulla mancata consegna all’istituto che rappresentavo di un plesso già pronto. In quell’occasione fui avvicinato dal segretario provinciale della Democrazia cristiana, che aveva apprezzato. Mi identificavo come persona di sinistra, tra virgolette populista, e declinai l’invito.

E negli anni della maturità? Non possiamo credere che lei non abbia mai partecipato a una campagna elettorale “partitica”…

Molto tempo dopo, sempre a Lentini, aiutai un amico candidato in una competizione elettorale, cercando le preferenze e ottenendole per lui, nonostante stesse con il Cdu di Buttiglione. Ma quelle riunioni non mi piacevano, si parlava di tutto tranne che dei problemi del territorio. E non mi interessava né ottenere un posto di lavoro né ingraziarmi il politico di turno.

Quando l’incontro “fatale” con il movimento di Beppe Grillo?

Ormai a La Spezia, tra il 2004 e il 2005, con mia moglie passavamo delle serate a guardare film a noleggio. Una sera noleggiai il video di uno spettacolo di Beppe Grillo, che oltre le risate mi indusse una forte riflessione. Dava informazioni, molto chiare, ma che non vedevamo per una sorta di velo dinanzi agli occhi. Spiegava come ogni giorno la politica ci toglieva un pezzo di vita. Essendo di sinistra, mi ero illuso con il primo Pd, ma realizzai che quella politica portava a fare i tifosi. Così ho seguito un percorso su internet, attraverso il blog di Grillo. Una volta ad Augusta, ho seguito la campagna elettorale per le elezioni regionali del 2012, conoscendo Giancarlo Cancelleri, che mi ha invitato a seguire il neonato meetup locale.

Condivide del messaggio politico del M5s anche l’avversione a tutti i partiti, che, per più di qualcuno, sono il sale della democrazia?

Un partito prevede una crescita graduale per gli iscritti, prevede la carriera politica. Per la maggior parte di coloro che fanno l’esperienza di partito finisce così: o ti rendi conto che non c’è quello che tu speri e te ne vai, o magari capisci che quello potrebbe essere il tuo futuro lavorativo, dato che è molto ben retribuito, e resti. Non sei tu a decidere ciò che vuoi fare, sei un numero a cui dicono cosa fare. Questa non è politica, è servilismo. Non ho mai visto nessuna segreteria di partito in cui si ragioni di problemi del territorio.

Una domanda legata all’ultima campagna elettorale, molto tesa. Crede davvero alla propagandata divisione tra onesti, con la lista del M5s, e disonesti, con tutte le altre liste?

Non faccio di tutta l’erba un fascio. Sono convinto che tra i candidati delle altre liste c’erano anche delle persone in gamba e mi dispiace che sono scomparse. Fra tutti coloro che dicevano che sarebbero stati a disposizione dell’amministrazione a prescindere, non si è visto nessuno. Anzi sono stati più gli attacchi, senza motivo, delle proposte. Se si vuole bene alla Città, bisogna dimostrarlo con i fatti. Le parole ormai non servono più.

Considerata la sua origine lentinese e il legame che i suoi ex concittadini hanno con Agnone Bagni, un passaggio sulla criticata pulizia dell’arenile è d’obbligo. Perché quest’iniziativa, seppur concreta, come se foste ancora opposizione?

Con la pulizia della spiaggia di Agnone Bagni abbiamo voluto dare un segnale. È vero che c’è una forte illegalità ma ci sono tanti cittadini che pagano le tasse, che hanno diritto almeno ai servizi minimi. Bisogna curarsi di Agnone per prevenire l’illegalità. Andiamo nei posti più disparati per vacanza, perché non promuovere lo sviluppo turistico di quella frazione che è a tutti gli effetti Augusta? Con un progetto a lunga scadenza si dovrebbe sistemare. Potrebbe essere la spiaggia degli Augustani. Perché non sfruttarla?

Quanto si ritiene augustano oggi?

In questi ultimi anni sto conoscendo a fondo Augusta e gli Augustani, con i pregi e i difetti, e ammetto di non poter avere lo stesso amore per il territorio che provano coloro che ci sono nati. Ma io spesso vado al Monte e guardo questa Città dall’alto. Penso: hanno l’oro, uno dei posti più belli al mondo, ma ci sono da una parte le industrie, che hanno devastato l’ambiente, e dall’altra ciò che non si è riusciti a valorizzare. Nutro una rabbia doppia, quindi. Il polo petrolchimico non durerà in eterno e il porto dipende in larga parte dal traffico di liquidi derivati dal settore petrolifero.

Come si è evoluto il rapporto tra il gruppo consiliare dei 5 Stelle e i gruppi dell’opposizione?

Quando abbiamo iniziato a confrontarci con l’opposizione, ci hanno subito detto che “non sapevano come prenderci”, cioè come parlare con noi, perché non conoscevano le nostre regole. Secondo le regole della politica, dovevamo riunire l’opposizione, avremmo dovuto suddividere le presidenze e così via. Abbiamo vinto con una sola lista e penso che sia legittimo avere, oltre la macchina, anche chi guida la macchina.

È questa la motivazione per cui non avete aperto in tal senso alla minoranza?

Noi abbiamo nella nostra forma mentis il fatto che il presidente del Consiglio sia dell’opposizione, perché garantisce tutto il Consiglio. Ma questo non è il momento, perché in questa fase sarebbe stato un bastone in mezzo alle ruote per una maggioranza che deve ancora capire come funzionano i meccanismi dell’amministrazione. Non sono ancora maturi i tempi. Se l’opposizione ha dei progetti da offrire alla Città, li può presentare ai presidenti delle commissioni e saranno i primi a passare.

E adesso ci sarebbero altri impedimenti per realizzare il vostro programma amministrativo?

Augusta è nel degrado totale ed è molto difficile riprenderla perché non c’è più la mentalità del lavoro nei dipendenti comunali, perché non sono mai stati abituati a lavorare nella corretta maniera. Ci sono tante voci nel Comune che andrebbero ascoltate, perché hanno delle belle idee. Mi accorgo che prima c’è un po’ di diffidenza ma poi si aprono. Anche i Vigili urbani mancano di formazione e la Città è nel caos totale. Adesso bisogna passare da questa parte e capire che, ad esempio, anche le colpe sul traffico ricadono sull’Amministrazione.

Qual è, tra le attività svolte dall’Amministrazione nei primi cento giorni, quella di cui va più orgoglioso?

Sono orgoglioso che sia stato assegnato l’incarico all’ingegnere Giuseppe Raimondo, è stata una scelta azzeccata. In una situazione ambientale come la nostra, ci vuole un’attenzione particolare, e i mille euro dati a Raimondo, rispetto a quanto speso in passato per progetti mai fatti, sono soldi spesi bene. Ha già ottenuto risultati eccezionali. La Esso sarà costretta a mettere il sensore per il controllo puntiforme per l’idrogeno solforato, finora non rilevabile.

E, invece, una delusione per un obiettivo al momento non centrato?

Ho il cruccio della confusione del traffico e di tante cose che pensavo fosse più facile ottenere con un cambiamento al comando. Ci sono dei rapporti che devono ancora essere ben rodati, come per la manutenzione del verde pubblico. Sono convinto che arriveremo ad avere una Città più bella e soprattutto con la mentalità civica. Non posso capire chi sporca la Porta Spagnola, che per me è un criminale o una persona incapace di intendere e di volere, perché è il simbolo di Augusta e stai colpendo al cuore la tua stessa Città.

Appunto uno dei simboli della Città, la Porta Spagnola, è al buio, e così intere aree di Augusta. Perché non intervenire celermente di fronte a centinaia di segnalazioni?

Il problema è la gara, che è quasi pronta, ma stiamo lavorando. La villa ora è illuminata. L’Assessore competente sta facendo la programmazione delle urgenze con la squadra lavori. Per intervenire in alcune strade al buio, c’è la necessità del cosiddetto cestello, di cui il Comune non è dotato, quindi al momento non si può provvedere. Per i lavori in cui non si richiede il cestello, sta intervenendo progressivamente la squadra lavori. Abbiamo spronato gli attivisti del M5s ad aiutarci segnalando settore per settore buche nel manto stradale e malfunzionamenti all’illuminazione pubblica.

Ci sono novità sulla rinuncia da parte dei consiglieri comunali del M5s al 30 per cento dei gettoni di presenza, cavallo di battaglia in campagna elettorale?

Avevamo richiesto la riduzione del gettone ma c’è stato un problema con il relativo capitolo, che non c’è ancora perché non si è potuto fare il bilancio. Capitolo che non deve essere vincolato in uscita come il fondo di solidarietà, perché noi vogliamo che siano i cittadini a decidere di volta in volta come utilizzare i propri soldi. C’è stato questo ritardo, ma, una volta trovata la formula giusta, siamo riusciti in questi giorni a protocollare le richieste di tutti e diciotto i consiglieri del Movimento.

Infine, un appello ai consiglieri della maggioranza e, se ritiene, un appello ai consiglieri della minoranza.

L’appello è unico. Siamo tutti e trenta eletti dal popolo, abbiamo le stesse identiche responsabilità. Ai consiglieri del mio gruppo ho sempre detto di collaborare, perché magari alcune competenze le hanno dall’altra parte. E dovremmo essere tutti un gruppo compatto. Nelle poche commissioni che abbiamo riunito si è lavorato molto e bene, c’è la voglia di confrontarsi sui temi, anche se ogni tanto qualcuno esce fuori dai canoni, forse per carattere. Ma mi piace ricordare l’unità su Ospedale, Porto, baratto amministrativo, Tari, sulla quale, a prescindere da quanto accaduto in Consiglio, il dibattito in Commissione è stato molto pacato.

Diletta Casole


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