Politica

Lucia Fichera replica alle accuse ricevute dalla minoranza: ecco la mia “verità”

AUGUSTA – Dalla seduta sulla Tari di fine marzo, in Consiglio comunale si è frapposto un muro tra la maggioranza pentastellata e la minoranza. Dopo i quasi quaranta giorni senza convocazioni, dodici dei tredici consiglieri di opposizione hanno deciso di disertare le successive sedute per una serie di motivi, in particolare sulla calendarizzazione e conduzione dei lavori del civico consesso, ovvero sulle regole della democrazia. Nell’ultima seduta, del 17 maggio, ha abbandonato l’aula anche il tredicesimo consigliere di minoranza, Giuseppe Schermi, unendosi al coro di critiche contro la presidenza dell’aula.

A una decina di giorni dal primo atto della minoranza, la presidente del Consiglio comunale Lucia Fichera ha deciso di replicare, dicendosi “profondamente amareggiata per le ennesime accuse gratuite consegnate alla stampa dai dodici consiglieri di opposizione “ritiratisi sull’Aventino”” e rivendicando il diritto di poter rappresentare lei quanto accaduto (“nel mio ruolo istituzionale, per dovere di verità e chiarezza, rappresento i fatti“).

Fichera spiega il motivo della mancata lettura in aula della nota dell’opposizione: “Poco prima dell’inizio del Consiglio del 9 maggio 2017 mi viene consegnata una nota dal consigliere Canigiula; i firmatari si allontanano dall’aula, alcuni rimangono fra il pubblico, appena iniziato il consiglio, abbandonano l’aula per recarsi in radio. Mi sembra alquanto pretestuoso lamentare la mancata lettura di un documento in assenza dei dodici firmatari (in quello così come nelle successive due sedute), lettura che di fatto avrebbe impedito un democratico contraddittorio che avrei comunque concesso in deroga a quanto previsto dal vigente regolamento sulle adunanze del Consiglio comunale (art. 22)“.

Prosegue: “Altrettanto paradossale appare il riferimento a: “settimana di silenzio”; “mancanza di volontà reale”; “loro tentativi di dialogo” e “ buona volontà dei dodici consiglieri”! Sono costretta a rendere pubbliche le convocazioni inviate di mia iniziativa ai consiglieri firmatari“.

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La presidente Fichera quindi rende note le due richieste protocollate di un incontro di mediazione con la minoranza presso l’ufficio di presidenza, indirizzate ai consiglieri sottoscrittori della nota: la prima del 15 maggio con la proposta di incontro per lo stesso pomeriggio alle ore 18 (incontro avvenuto), e la seconda del 18 maggio con la proposta di incontro per lo stesso pomeriggio alle ore 18 o il prossimo 22 maggio alle ore 14.

Fichera precisa: “In quest’ultima convocazione, in barba (loro sì!) degli accordi presi nell’incontro del 15 maggio, potete notare che anziché incontrarmi per definire la vicenda hanno preferito fare un comunicato stampa così come, con le stesse finalità, hanno anticipato una conferenza stampa per il 22, proprio nei giorni in cui avevo dato disponibilità all’incontro chiarificatore. Infine oggi (19 maggio, ndr), alle ore 14, era convocata la capigruppo in vista della convocazione di un importante Consiglio comunale“.

Spiega le modalità con cui è giunta alla fissazione dell’odg e alla convocazione del prossimo Consiglio comunale, per il prossimo giovedì 25: “La loro assenza mi ha costretta a decidere in autonomia (alla sola presenza del capogruppo M5s) la data e punti all’Odg, non potendo più attendere e subordinare alle loro pretestuose denunce l’approvazione di atti fondamentali per questa città, quale il Piano triennale per le opere pubbliche. Per tanto, ho provveduto a determinare la convocazione del prossimo Consiglio comunale per il 25 maggio 2017 inserendo comunque uno dei punti dell’Odg richiesti nella “nota” dai 12 firmatari“.

La presidente del civico consesso conclude: “In definitiva, ritengo di aver adempiuto e di continuare ad adempiere con imparzialità e nel rispetto di tutti i colleghi consiglieri il mio ruolo. Auspico, pertanto, un senso di responsabilità da parte di chi come me è stato eletto rappresentante politico del territorio. La nostra Città non può attendere! La città ha bisogno di una maggioranza chiamata ad attuare il programma elettorale e di una opposizione che ne controlli l’operato e l’attuazione“.

Infine avverte: “Se i miei tentativi di conciliazione continueranno a cadere nel nulla, mio malgrado potrei essere obbligata ad applicare l’articolo 13 dello Statuto comunale (decadenza dei consiglieri comunali in caso di assenza ingiustificata per quattro sedute consiliari) e ad interessare gli organi preposti“.

(Foto in evidenza: repertorio)


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